roccioletti - eco della cosa 1

L’eco della cosa

L’eco della cosa.
2 cellulari, speaker bluetooth, martello.
Performance, 2020.

 

Procedimento:

i due cellulari in videochiamata,
a distanza ravvicinata tra di loro,
producono l’effetto Larsen.

Lo speaker bluetooth
amplifica l’effetto Larsen.

L’eco di ogni martellata (l’eco della cosa)
permane anche dopo il fatto,
degradandosi e modificandosi
ad ogni ripetizione in loop.

 

 

 

roccioletti - eco della cosa 1

roccioletti - eco della cosa 2

roccioletti - eco della cosa 3

 

 

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“[…] l’identità di ciò che chiamiamo spirito e di ciò che chiamiamo materia e che talora vengono contrapposti in nome di un materialismo grossolano e antiquato e di uno spiritualismo vacuo e inconsistente. La materia non è un pesante ammasso rozzamente realistico e lo spirito non è una inconsistente e illusoria pappa sentimentale. […] La verità, come diceva Hegel e ripeteva Brecht, è concreta. Nei racconti di Primo Levi gli elementi del sistema periodico non sono soltanto metafore dell’avventura della vita, elementi ora più capricciosi ora più grevi, ma atomi di carbonio che si fanno colore e profumo nei fiori e altri che, da alghe minute a piccoli crostacei a pesci via via più grossi, ritornano anidride carbonica nelle acque del mare, in un perpetuo spaventoso girotondo di vita e di morte. E ciò vale pure per gli uomini, per il loro nascere, il loro vivere nelle acque materne e nelle tempeste della Storia, il loro innamorarsi e il loro morire. […] Non esiste, non può esistere poesia senza il senso forte della materia di cui siamo fatti e di cui è fatto il mondo, in un processo di continua trasformazione. […] La tavola di Mendeleev, fa dire a Primo Levi Luigi Dei in un colloquio immaginario con lui nel suo Diario di un Rettore, è il nostro alfabeto con il quale componiamo tutte le storie della nostra esistenza.”

Claudio Magris
su “Il sistema periodico”
di Primo Levi.

 

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Eco: la particolarità di questo sostantivo è che cambia di genere tra singolare e plurale. Il singolare del sostantivo eco, contrariamente a quel che la terminazione in -o potrebbe far pensare, è di genere femminile. Il plurale, invece, è il maschile echi. La particolarità di questo nome è dovuta alla sua etimologia, legata alla mitologia classica. Giove ricorreva alla ninfa Eco, abile conversatrice, per distrarre la moglie Era durante i suoi tradimenti. Per questo, secondo il mito, Era punì la ninfa Eco togliendole la parola e condannandola a ripetere solo l’ultima parte di ogni discorso.
(dal dizionario Treccani della lingua italiana, 2012)

 

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