Calorosi incontri.
I media siamo noi.
Mani di ghiaccio.
Installazione e performance, 2024.
We are the media.
Hands of ice.
Installation and performance, 2024.
Les médias, c’est nous.
Mains de glace.
Installation et performance, 2024.
Rossella Ferrero, Andrea Roccioletti.
“C’è un principio base che distingue un medium caldo come la radio o il cinema, da un medium freddo come il telefono o la TV. È caldo il medium che estende un unico senso fino a un’alta definizione: fino allo stato, cioè, in cui si è abbondantemente colmi di dati. Dal punto di vista visivo, una fotografia è un fattore di alta definizione, mentre un cartoon comporta una bassa definizione, in quanto contiene una quantità limitata di informazioni visive. Il telefono è un medium freddo, o a bassa definizione, perché attraverso l’orecchio si riceve una scarsa quantità di informazioni, e altrettanto dicasi, ovviamente, di ogni espressione orale rientrante nel discorso in genere perché offre poco ed esige un grosso contributo da parte dell’ascoltatore. Viceversa i media caldi non lasciano molto spazio che il pubblico debba colmare o completare; comportano perciò una limitata partecipazione, mentre i media freddi implicano un alto grado di partecipazione o di completamento da parte del pubblico È naturale quindi che un medium caldo come la radio abbia sull’utente effetti molto diversi da quelli di un medium freddo come il telefono.”
– M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano, 1967, pagg. 31-33
“Sono freddi i media che procurano uno sviluppo armonico e globale della superficie mediale di contatto, in modo che alle nostre facoltà sensoriali sia consentito un esercizio fondamentalmente sinestetico. Sviluppo, quindi, ben proporzionato dei vari canali percettivi; partita aperta tra il dare e l’avere, tra il dentro e il fuori, tra attività e recettività. Sono caldi invece i media che portano all’ipertrofia di qualche canale percettivo a spese di altri, interrompendo la continuità sinestetica, portando a un eccesso di sviluppo e di specializzazione qualche area della superficie di contatto a scapito di altre.”
– Renato Barilli.
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