Rossella Ferrero, Andrea Roccioletti
Luce dei miei occhi.
Performance fotografica.
Martedì 28 aprile 2026, dalle 21:00 alle 23:00
presso Spazio Gnu, via Pinelli 1, Torino.
In collaborazione con Spazio Gnu
e lo Scollettivo Guerrilla Performing Tramanti.
Special thanks: Rossella Ferrero, Michele Ghisoni Mou, Dario Egidi.
Nella fotografia analogica esiste un momento che non appartiene allo sguardo pubblico: l’istante in cui l’immagine latente inizia ad emergere sulla carta immersa nel primo bagno di sviluppo. Non è ancora fotografia, non è più pura possibilità. È una soglia. Questo progetto sceglie esplora abita precisamente quella soglia.

L’immagine appare come fenomeno che si manifesta nel tempo più che nello spazio. Il processo tuttavia viene deliberatamente interrotto prima della sua stabilizzazione: le fotografie non vengono fissate. Esposta alla luce, l’immagine resta vulnerabile alla propria cancellazione. Proprio la luce, che nella fotografia è principio di rivelazione (nella scelta dello scatto prima, e nella chimica dello sviluppo dopo) in questa performance diventa agente di dissoluzione.

Ogni persona partecipante alla performance riceve una torcia, e con essa una responsabilità elementare: illuminare. Un gesto semplice, archetipico, fondante: rendere visibile, portare alla luce. Ma in questo contesto: anche e contemporaneamente distruggere. Ogni raggio – ogni istante di visibilità – accelera il processo di annerimento della carta, fino alla scomparsa dell’immagine. L’opera produce un corto circuito percettivo: ciò che permette di vedere è anche ciò che cancella.

Nella fotografia analogica l’immagine è sempre stata equilibrio chimico precario, evento che necessita di protezione, rituale tecnico per diventare stabile. Questa performance sospende deliberatamente quel rituale, restituisce alla fotografia la sua natura transitoria. L’immagine nasce e muore, nello stesso gesto. In un’epoca in cui l’immagine digitale esiste come flusso continuo, replicabile all’infinito, archiviato senza attrito, questa pratica riporta l’attenzione su una dimensione materiale dell’immagine: la sua vulnerabilità, la sua irripetibilità, la sua esposizione al tempo.

La camera oscura, spazio normalmente invisibile, dietro le quinte tecnico, diventa così dispositivo performativo. Non più laboratorio chiuso, ma territorio aperto di esperienza. Non più spazio tecnologico, ma ambiente fenomenologico, performativo, artistico. Non più segmento di un processo specialistico, ma orizzonte dove risuonano impressioni, sensazioni, emozioni delle persone partecipanti. Il pubblico non osserva semplicemente una fotografia: causa e assiste alla sua scomparsa. Ogni immagine diventa un evento unico e destinato a esistere solo per pochi secondi. Una fotografia che non solo racconta / il corpo, il mondo / ma anche il dissolvimento, nella sparizione e nel lascito della memoria.

Esposto: mostrato o presentato alla vista. Presentato, mostrato, in mostra, in vista, in vetrina, illustrato, riferito, riportato, detto, espresso, manifestato, letto, spiegato, commentato, dichiarato, motivato, orientato, rivolto, disposto.
Esposto: persona o cosa soggetta a rischio o azione esterna. Soggetto, abbandonato, alla mercé, indifeso, vulnerabile, pericoloso, rischioso, arrischiato, scoperto.
Esposto: ambiente o luogo aperto. Aperto, scoperto, orientato, disposto, rivolto.
Esposto: documento giuridico o scritto ufficiale. Accusa, denuncia, querela, petizione, istanza, scritto, domanda, richiesta, supplica, nota, relazione, memoriale.
Esposto: bambino abbandonato (uso antico o familiare): proietto, trovatello.

Alcune delle precedenti performance, della stessa serie.
respiro ∩ corpi
25/01/25 Tutti i nomi.
respiro come voce.
03/04/25 Frequenze/sequenze.
respiro come soffio.
22/5/25 Snodi.
respiro come misura.
pelle ∩ corpi
24/7/25 Due pesi due misure.
corpi e sguardi
18/9/25 La trasmissione del pensiero.
corpi ed epidermidi
22/1/26 .stare
corpi e contatti
28/4/26 luce dei miei occhi
corpi e immagini
