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Prove tecniche di crocifissione allo sguardo altrui.

Il quadro deve essere invisibile.
I quadri che amiamo non mostrano oggetti.

R.Magritte, da una lettera del 1956.

 

Prove tecniche di crocifissione allo sguardo altrui.
Corpo, pennarello nero, assi di legno.
Performance, 2022.

Technical test of crucifixion to the others’ gaze.
Body, black marker, wooden boards.
Performance, 2022.

 

Roccioletti

 

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“Ingeborg Bachmann colloca la Boemia sul mare. E’ suo diritto. Rimbaud non abolisce forse il confine tra il mare e la terra? Ogni confine è un’illusione, è stato eretto per rassicurarci e farci credere nell’esistenza di un luogo fisso. Senza confini, senza l’illusione dei confini, non saremmo capaci di vivere, né come individui né nel rapporto con gli altri. Se una parola confina con me, la lascio fare. Questa meravigliosa frase traspone il dualismo balzando prontamente su di esso, allo scopo di giungere a qualcos’altro. A qualcosa di più profondo, i cui enigmi non hanno mai smesso di inquietarmi. La Boemia è ancora sul mare. Credo di più a questa immagine che alle mappe e alla geografia.”
A.Kiefer, L’arte sopravviverà alle sue rovine, Feltrinelli.

 

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Ogni opera d’arte riuscita
è una siepe leopardiana.

E.Garroni, Immagine linguaggio figura, 2005.

 

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Suggerimenti di lettura:

 

“Che cosa fa, dunque, l’artista? In un intervento alla riunione dell’American Federation of Arts a Houston, Duchamp dichiarò che l’artista si limita a offrire un semplice coefficiente d’arte – nella forma di una pura relazione tra ciò che è inespresso ma era progettato, e ciò che è espresso non intenzionalmente – questo puro coefficiente potenziale dovrà essere raffinato ed elaborato dallo spettatore, affinché possa darsi ciò che viene chiamato quadro. E’ infatti lo spettatore – inteso come osservatore e come lettore – che logicamente fa il quadro.”
R.Gasparotti, Il quadro invisibile, Cronopio.

 

“Nella visione estetica che ha prevalso in Occidente, la (ap)prensione del bello esige o si appella a una estasi, un arresto, una sospensione – del tempo, dello spazio. L’oggetto contemplato viene fissato; fissandosi sull’oggetto, lo sguardo si inoltra nella dimensione ek-statica della contemplazione. Ma per la mentalità che ha prevalso in Cina ciò che è fisso è avulso dalla dimensione del fluire della vita. Di conseguenza è sterile, non può essere in grado di rendere il qi che scorre in ogni essere. Ciò che noi definiremmo bello è in realtà ciò che non si blocca, di fronte a cui nemmeno l’occhio si fissa; è ciò che semrpe trascorre, e nel suo trascorrere ritrova il movimento dell’energia che anima la natura e lo stesso dipinto.”
M.Ghilardi, Quel che sfugge allo sguardo, Mimesis.

 

Chomsky, Foucault, La natura umana, Castelvecchi.
A.Girolami, Atlante delle cose nuove, Indiana
L.Trilling, Arte e nevrosi, Elliot
Byung-Chul Han, Nello sciame, Nottetempo
AAVV, Sognare tra le mura, Mimesis
AAVV, Grandi mistici, EdB
AAVV, Arte filosofia scienza, Mimesis
G.De Martino, La mente virtuale, Iacobelli
F.Villon, La ballata degli impiccati, Einaudi
A.France, Il manichino di vinimi, Einaudi
G.Fofi, Il cinema del no, Eleuthera

 

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