Roccioletti

Obskené / 2.

Obskené / 2.
Second study.
Body, paper, bathtube.
Performance, 2021.

Testo da “Orgia”
Pier Paolo Pasolini, 1968.

 

Roccioletti

 

In conclusione, la nostra realtà
non è dunque quella
che noi abbiamo espresso con le nostre parole:

 

Roccioletti

 

ma è quella che noi abbiamo espresso
attraverso noi stessi, usando i nostri corpi
come figure!

 

Roccioletti

 

Io come vittima, tu come boia.

 

Roccioletti

 

Vittima che vuole uccidere, tu;
boia che vuole morire, io.

 

Roccioletti

 

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“L’immagine è uno stratagemma della coscienza per non immaginare più; è il momento di scoraggiamento durante il duro lavoro dell’immaginazione. Se ritrova, invece, la sua libertà immaginativa, il fuoco che la consuma, distrugge e libera, la sua espressività più densa e felice, allora l’immagine non è più immagine di qualche cosa, interamente proiettata verso un’assenza che essa rimpiazza; è raccolta in se stessa e si dà come la pienezza di un esserci; essa non indica più qualcosa ma si rivolge a qualcuno”

C.Castoro, 2013.
“L’osceno come governo del cattivo sogno”
Rivista di Scienze Sociali.

 

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“L’analisi di Baudrillard va in una direzione differente da quella di Guy Debord: il mondo attuale non sarebbe caratterizzato dal trionfo dello spettacolo, ma al contrario dalla sua sparizione; la scena è sostituita dall’osceno, il posto dell’illusione è stato preso da qualcosa che pretende di fornire un effetto di realtà maggiore dell’esperienza della realtà. […] Ne deriva che l’azione diventa impossibile; all’azione succede la comunicazione, la quale riesce appunto a far precipitare ogni cosa nell’ insignificante, nell’ inessenziale, nel derisorio. Nel mondo della comunicazione nulla accade: tutto è senza conseguenze, perché senza premesse, suscettibile di essere interpretato in tutti i modi possibili, ma tutti ugualmente irrilevanti e privi di effetti. […] Anche l’osceno è una figura dell’impossibilità di azione. Contrariamente alla seduzione, la quale sollecita il desiderio e l’azione, l’osceno paralizza perché dà già tutto per compiuto e realizzato. Qui sta la differenza tra l’erotismo e la pornografia: il primo appartiene al mondo dell’illusione (e quindi dell’arte, dello sguardo e dell’azione rituale), la seconda al mondo dell’iperreale, del comunicativo, dell’insulsa pretesa a una trasparenza e a un’immediatezza assoluta.”

M.Perniola, 2005.
“Il futuro di un’illusione”
Agalma Rivista di Studi Culturali.

 

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