Il segno si decifra e l’apparenza non si deve assolutamente decifrare

E’ alla ricerca di El Dorado, Gonzalo Pizarro, quando nel 1541 si spinge con la sua spedizione troppo ad est di Quito, tra le Ande, rimanendo senza rifornimenti. Ha sottovalutato le difficoltà del viaggio. Ordina allora al suo comandante in seconda, Francisco Orellana, di risalire il Rio Napo, alla ricerca di cibo. Orellana giunge alla confluenza con un fiume più grande, poi ad un’altra con un fiume ancora più grande e la corrente diventa troppo forte perché possa tornare indietro, con l’imbarcazione di fortuna che lui e altri cinquanta uomini hanno sotto ai piedi, legname malconcio tenuto insieme da chiodi fabbricati sacrificando ferri di cavallo. Decide quindi di navigare verso valle su quel fiume enorme che i nativi chiamano Maranon, pregando di arrivare alla costa prima di morire di fame, per poi circumnavigare e tornare a casa.

Con lui c’è Gaspar de Carvajal, missionario domenicano spagnolo, che si era messo al servizio del Perù qualche anno prima, occupandosi del rapporto con gli indios. E’ grazie al suo diario, pubblicato in seguito con il titolo Relaciòn del nuevo descubrimiento del famoso rìo Grande que descubriò por muy gran ventura el capitán Francisco de Orellana, che sappiamo che Orellana battezza quel fiume “Rio delle Amazzoni”, perché durante l’interminabile viaggio alcune donne indigene molto ostili provano a fare la pelle a lui e agli altri della spedizione.

L’etimologia della parola amazzone è incerta: secondo lo pseudo-Ippocrate e Diodoro Siculo la a- privativa davanti alla parola mazos (seno, dal greco ionico) spiega che a queste donne veniva bruciata la mammella destra, così che potessero tendere più facilmente l’arco in guerra; secondo altri la parola ha origine da ha-mazan, che è iraniano e significa donna guerriera.

454 anni dopo, Jeff Bezos decide che è il momento di dare a cadabra.com, la sua azienda di commercio online, un nome più incisivo, più fashion. Sfoglia il dizionario alla ricerca di una parola che inizi con la lettera a-, non per il valore privativo bensì per essere sempre tra i primi posti in qualsiasi elenco. Legge Amazon, e la trova perfetta: rappresenta il tipo di businness che ha in mente. Inizia vendendo libri – tra i quali anche la Relaciòn del nuevo descubrimiento del famoso rìo Grande que descubriò por muy gran ventura el capitán Francisco de Orellana di Gaspar de Carvajal – poi il successo è come un fiume amazzonico in piena, e Bezos allarga velocemente la sua piattaforma alla vendita di… qualsialsiasi cosa, compreso il cibo. Cibo che Gonzalo Pizarro, ci fosse stato internet ai suoi tempi, avrebbe potuto facilmente acquistare e vedersi consegnare il giorno sequente con l’offerta Amazon Prime a soli 4,99 euro al mese, senza dover inviare in una missione senza speranza Francisco Orellana, e senza dover perdere 250 spagnoli e 2000 indigeni di supporto nel viaggio di ritorno verso Quito a piedi. A piedi, perché per la fame si erano dovuti mangiare anche i cavalli. Pizarro non ha trovato El Dorado, ma Bezos sì.

Tutti a dire che Amazon è la Morte Nera del film Guerre Stellari; ma la verità, in un mondo dove si ritiene normale che sopravviva solo il più forte, a prescindere dal fatto che la posizione di ciascun concorrente sulla linea di partenza sia iniqua, è che Amazon è un business di successo. Certo, sono doverose le considerazioni sullo sfruttamento del personale che ci lavora, allo slogan “Work Hard. Have Fun. Make History” – 560.000 indigeni, al 2017, che poco sanno delle reali intenzioni dei conquistadores stranieri ma hanno fame e quindi, epperò è passato alla storia il nome di Pizarro oppure quello di Orellana e non il loro, alla faccia del make history – e doverose anche le considerazioni sulle bolle speculative, sulla morte del commercio al dettaglio, sul fatto che Amazon sia transnazionale e aggiri le leggi dei singoli paesi. Questo è il mondo che la generazione precedente ci ha lasciato in eredità, e che alimentiamo, ogni giorno, con il nostro consenso; non quello a parole, ovviamente, bensì il nostro consenso pratico, quello dei fatti: comprando un oggetto su Amazon perché costa poco e arriva subito. Perché di questo si tratta: non c’è azione che non sia politica.

Costa poco e arriva subito sono i due aspetti sui quali riflettere, perché nascondono un concetto meno in vista di quelli che siamo abituati a maneggiare. Sono la cristallizzazione di un atteggiamento innato, umano, oscuro e ribollente: so quello che voglio. Ed è qui il punto debole della Morte Nera Amazon, che possiamo provare ad assaltare in nome dei diritti dei lavoratori e degli artigiani eccetera eccetera. Guerra giusta, se vogliamo: ma la Morte Nera non la fai esplodere attaccandola frontalmente, la sua potenza di fuoco è illimitata, le sue difese incrollabili, e se per caso la metti un poco in difficoltà, si sposta su un’orbita più favorevole. No, è l’idea che sappiamo che cosa vogliamo il canale di ventilazione dal quale far entrare di nascosto, come accade nel film, il missile che potrebbe colpire al cuore questo sistema.

Qualcuno, molto tempo fa, non ricordo più chi e citando qualcun altro, mi disse che il libro più interessante è accanto a quello che stai cercando. Questo presuppone alcune cose: che si entri in uno spazio fisico, chiamato libreria, che si guardi sugli scaffali con la giusta curiosità, che si scambino due parole con chi vive in mezzo a tutta quella carta ogni giorno, librai o commessi che dir si voglia. Poco probabile che questa combinazione di presupposti si ponga, in un mondo in cui molti cercano su Google la soluzione ai propri malesseri, da quelli fisici a quelli psichici, affidandosi a fonti incerte, ad algoritmi di visibilità che sicuramente non garantiscono la qualità del risultato, e aggirando il fatto che certe professioni sono possibili solo con il contatto umano. Perché dover uscire di casa, fare un tot di strada, spingersi troppo a est di Quito, perdere il proprio tempo ad interfacciarsi con un altro essere biologico, al quale comunque non riconosciamo una specifica competenza, che sia un medico, un libraio oppure un verduriere?

Bisognerebbe sperare in un cambiamento di mentalità delle persone. Ma visto che di buoni propositi, si dice, è lastricato l’inferno, allora si potrebbe usare un altro grimaldello: puntare sul fatto che su Amazon il caso non esiste. I prodotti che vengono spinti verso i nostri occhi dalla pubblicità a margine della ricerca che stiamo effettuando sono scelti tra mille altri da un algoritmo che scandaglia gli acquisti simili di altri clienti, oppure dalla nostra cronologia di ricerca. E così, ecco che si rivela la vera essenza della Morte Nera: la sua capacità di oscurare come una luna nera tutto il nostro campo visivo, pur restando opaca nei suoi meccanismi di funzionamento interno. Non si vede altro, non si incontra per caso qualcosa che non si stava cercando, si resta nella propria area di comfort, si trovano solo le cose che si vogliono acquistare e le risposte che si vogliono sentir dire. E non si arriva mai dove non si sapeva che si poteva andare. Ci si immagina il Maranon più corto di quanto non sia realmente.
Si sente anche l’eco del paradosso dello strumento scientifico: nella sua costruzione è già scritto quello che andrà a scovare, anche se una parte delle scoperte scientifiche più interessanti e utili, lo dice la storia, sono avvenute in realtà per caso, a latere della ricerca che veniva condotta.

da “Molti inconsci per un cervello”
– Perché crediamo di sapere quello che non sappiamo –
P.Legrenzi e C.Umiltà, edizioni Mulino.

Ma non divaghiamo: nel nostro caso, sono concetti come ricerca ed esperienza ad essere fraintesi, usati a sproposito. Una ricerca che dà risultati utili e inaspettati non è solo quella della classifica dall’alto verso il basso su Google, non è solo il consiglio che la nostra cerchia di interessi (amici, cose, internet) ci offre, bensì qualcosa al di là del nostro campo visivo, al di là del bordo oscurante della Morte Nera, in un territorio nel quale addentrarsi richiede tempi che non sono quelli di caricamento di una pagina. Tuttavia, considerata la vita frenetica dei nostri giorni, la propensione diffusa alla sindrome da FOMO (Fear Of Missing Out e quindi bisogna fare tutto perché se poi uno si perde qualcosa che invece altri hanno provato?), sembra che non ci sia tempo, per una ricerca del genere. Ma che importa, è da tre anni che Amazon studia un sistema di consegna tramite droni in soli 30 minuti dal pagamento. Arriverà quello che vogliamo, costerà pochissimo, e arriverà subito. Live fast, die young.

“Ma ce n’era uno ancora, il più grande, il più vuoto, se così si può dire, dal quale ero particolarmente attratto. È vero che nel frattempo non era più uno spazio vuoto. Dalla mia infanzia, si era riempito di fiumi, di laghi, di nomi. Non era più una macchia bianca deliziosamente avvolta nel mistero, un terreno vergine su cui un ragazzo potesse fare i suoi sogni di gloria. Era diventato un luogo di tenebra. Ma là dentro c’era soprattutto un fiume, un fiume possente, che sulla carta si snodava come un gigantesco serpente, con la testa nel mare, il corpo ripiegato su un immenso territorio, la coda perduta nel cuore del continente. E mentre io guardavo la carta nella vetrina di un negozio, lui mi affascinava, come un serpente affascina un uccello, un povero stupido uccellino.”
da “Cuore di tenebra”, Joseph Conrad

* * *

Letture consigliate
– Simone Arcagni, “L’occhio della macchina”, Einaudi
– Sherry Turkle, “La conversazione necessaria”, Einaudi
– Jean M. Twenge, “Iperconnessi”, Einaudi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.