“Il lavoro autentico
è come un pizzo di Bruxelles,
fondamentale è ciò
che tiene insieme il disegno:
l’aria, i trafori, le assenze.”
(Osip Mandel’stam)
Effetto domino.
Tessere del domino, corpo, vernice.
Selezione di immagini da video.
Performance, 2023.
Domino effect.
Dominoes, body, paint.
Selection of images from video.
Performance, 2023.
Effet domino.
Dominos, corps, peinture.
Sélection d’images de vidéos.
Performance, 2023.
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“Domandare bene può condurre ad azioni verbali e psichiche altrimenti chiamate risposte, o meglio a rispondere bene, che significa concedersi al ricordo e trapassare la ragione verso il futuro, fare previsioni, ma pure accogliere la possibilità di essere accolti, e magari prevedere un modo attuabile di sopravvivenza in quella giungla di disinteresse e ipocrisia, di mancata resistenza ed elettricità assente che sono spesso le relazioni umane.
Fare domande è un fronte assoluto: il settimo senso della nostra specie, l’area circoscritta, tra il suono della voce e la foce del cervello, in cui coincidiamo di più e meglio con noi stessi.
Siamo quelli che disegnano mani e bisonti sulle pareti delle caverne, quelli che calcolano l’impensabile, quelli che distruggono e irridono il pianeta e il vivente. Ma siamo anche, e soprattutto, quelli che fanno domande. Tali domande consentono il manifestarsi di articolate, contraddittorie, stratificate, ricorrenti, bizzarre, prevedibili, inattese, serene, ondose, furiose, calme, luminose, silenziose risposte.”
Gianluigi Ricuperati
in “A che cosa serve l’arte”
di Hans Ulrich Obrist, 2023.
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corpi.blog
a work, in progress.
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“E’ indubbio che il corpo sia oggi al centro del discorso politico, in ambito disciplinare e scientifico, dove si tenta di ridefinirne le qualità e ciò che si può fare. È la sfinge da interrogare e su cui fondare le nostre azioni nella strada verso il cambiamento individuale e sociale. Tuttavia rimane quasi impossibile articolare una visione coerente del corpo sulla base delle teorie più accreditate in campo intellettuale e politico. […] Il punto in comune rimane comunque l’assenza di una posizione a partire dalla quale identificare le forze sociali che influenzano il corpo. Senza una ricostruzione del campo di forze in mezzo al quale ci muoviamo, i nostri corpi rimangono inintelligibili o suscitano mistificazioni sulle loro azioni. Come possiamo parlare della messa in scena del genere, della razza, dell’età senza riconoscere le costrizioni create da specifiche forme di sfruttamento e punizione?”
Silvia Federici
“Oltre la periferia della pelle”
D Editore, 2023.
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Dal Time del 28 dicembre 1936.
“A Budapest i medici hanno operato l’apprendista tipografo Gyoergyi Szabo, di 17 anni, che, rimuginando tristemente sulla perdita della fidanzata, ne aveva composto il nome con i caratteri mobili e li aveva ingoiati.”
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