L’aemore.

L’aemore, questo misterioso mistero.
Vi siete innadorate di una creaturaliena?
Niente paura, ecco alcuni suggerimenti.

Che cosa è questo – ma è necessario tarpare (etimologia incerta, e bene così) le ali, se mai di articolazioni atte a volare qui si tratta (e chi non vorrebbe, invece che articoli determinativi, piuttosto: arti piumati ossa leggere e cave che suonino di vento) – dire che cosa avverrà prima che sia avvenuta? Nominare troppo facilmente scivola, per presunzione violenza distrazione stanchezza, nelle forme chiuse della geometria: quanti angoli hai, quanti spigoli, concavo o (reo) convesso, e quanti lati, quante facce, la tua base per la tua altezza ed ecco la tua area, un numerino al quadrato; quando invece: questo dentro e questo fuori si parlano, quel che non sono mi assomiglia, la pelle è tamburo timpano membrana che freme di vibrazioni, e che altro esiste, infine, se non quelle, le vibrazioni.

Quindi questo potrebbe essere un breve vademecum, non esaustivo né risolutivo – anzi al contrario spariglia le carte, nel suo tentativo di enumerare perderà il conto e si arrenderà con un sorriso al vasto meraviglioso oceano di possibilità – per tutte le persone che si sono innadorate di creaturaliene. La sparola innadorate e la sparola aemore sono da intendersi come insiemi (e per felice contraddizione) aperti a tutte le sfumature varianti circostanze eventualità opportunità occasioni del concetto di sentimento o dissentimento amoroso. Il termine creaturaliene comprende (ma non le capisce non le carpisce non le comprende, e le lascia esistere anche al di fuori della sua comprensione) qualsiasi forma e contenuto di vita, e non solo basata sul ciclo del carbonio, né ben identificabile in definizioni tassonomiche.

Oppure, questo potrebbe essere un proemio ad un poema che nessuna persona può scrivere eppure tutte tutti scriviamo perché: abbiamo la penna (la piuma) tra le mani tra le dita, tenuta strettamente oppure con abbandono, con rassegnazione oppure con intenzione; e questa penna piuma gocciola, lascia traccia – sui minuti ore giorni mesi anni – di quel che trasudiamo: che sia sudore lacrime sperma bile succhi gastrici saliva urina secrezioni ghiandolari; e come inchiostro simpatico, alle volte controluce, in trasparenza, prende la forma di parole in una lingua antica sempre nuova, incomprensibile ma così chiara, abbacinante; e ci commuove ci fa infuriare addormentare perdere il sonno la ragione la retta via carteggiare una rotta di desiderio; e allora torna, e ancora, come faro, nella notte nei marosi, per lampeggiare, intermittente: ora esisto, ora non esisto, ora sì, ora no, m’ama non m’ama, petali di margherita e rosa dei venti e rosa del deserto che il vento ha scolpito.

Quindi, innadorarsi di una o più creaturaliene; casistiche, appunto inesaustive ed esauste, ma per costellare: distanze fisiche, distanze temporali, distanze quantiche, differenti stati della materia, differenti ordini di grandezza, differenti concezioni concrezioni secrezioni di vita, io, comunicazione, aemore.

Distanze fisiche.
Se siete persone innadorate di una creaturaliena che si trova a distanze astronomiche da voi, per quel che ne sappiamo (al momento) le leggi della relatività sono severe: il vostro messaggio di aemore arriverà a destinazione migliaia di anni dopo che lo avete inviato. Se la creaturaliena di cui vi siete innadorate ha un ciclo vitale lunghissimo potrebbe riceverlo, ma voi non ci sarete più, né tantomeno vivrete abbastanza per ricevere una sua risposta. Questo sembra molto triste, tuttavia: il messaggio è partito, l’aemore contenuto in esso attraverserà gli abissi siderali e giungerà a destinazione, perché – altra regoletta di questa parte di universo – nulla si crea nulla si distrugge, e quel tutto si trasforma non significa altro che le vibrazioni aemorose che avete inviato diventeranno onde, perturbazioni di campi gravitazionali, rotazione dei pianeti, maree, venti, aria inspirata espirata in bolle di sapone e puf, di nuovo nella danza di Shiva. E comunque, cosa di non poco conto, in caso di risposta negativa vi è risparmiato il due di picche galattico.

Distanze temporali.
Se siete persone innadorate di una creaturaliena che si trova in un differente punto sulla linea del tempo, dipende. Se lei è nel passato rispetto a dove vi trovate voi, l’unico modo per raggiungerla è costruire una macchina del tempo. Al momento non sembra una strada praticabile, per tutta una serie – infinita – di evidenti paradossi: ad esempio, la incontrereste prima di esservi innadorate di lei (ma questo è interessante, perché significa anche che siamo circondate circondati di creaturaliene di cui potremmo innadorarci in un futuro più o meno prossimo). Vi suggerisco di seguire la vasta letteratura scientifica sull’argomento, soprattutto quella legata ai positroni, alla materia oscura e alla decostruzione del concetto di tempo antropico in relazione al declinare entropico; e sfiorare, se non la vera e propria comprensione, l’intuizione o almeno il sospetto che tutto il tempo, contemporaneamente, esiste, come sovrapposizione di punti nello spazio. Se invece la creaturaliena di cui vi siete innadorate si trova nel futuro rispetto a voi, è molto più semplice: trovate un supporto durevole nel tempo per comunicarle il vostro aemore. Diffidate della tecnologia, dei supporti digitali: diventano presto obsoleti. La tela, la pietra, la carta sono materiali piuttosto durevoli, e – insospettabilmente – pare possano incorporare aemore in modo più accessibile rispetto ad un file stipato su qualche drive di proprietà di multinazionali informatiche, altro che cloud e nuvolette.

Distanze quantiche.
Se siete persone innadorate di una creaturaliena che abita una dimensione parallela rispetto alla vostra, oppure che si trova in una condizione quantica diversa da quella che il vostro sguardo vi permette di osservare (cfr il collasso della funzione d’onda probabilistica), forse l’entanglement quantistico potrebbe fare al caso vostro. Dicono sia una delle formule più belle della storia, quella di Dirac: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti: quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce.” Forse un po’ troppo romanticizzata, come formula, ma già la magia antica aveva annusato questo curioso fenomeno (cfr Il ramo d’oro di James George Frazer). Oppure, viceversa, l’abbiamo tutte e tutti desiderata così tanto, questa cosa, che… è diventata reale. Sappiamo molto poco, e per fortuna, dei legami: che tengono coesa la materia, la coscienza, le relazioni con chi o cosa chiamiamo altro rispetto a noi. Uno dei nomi che diamo a questi legami slegami, appunto, è aemore.

Differente stato della materia.
Se siete innadorate di una creaturaliena che si trova in un diverso stato della materia (liquido, gassoso, plasma, condensato di Bose-Einstein) la situazione non è così complessa, tutto sommato; ma vi suggeriamo di prestare molta attenzione, soprattutto al contatto fisico, perché potrebbero avvenire i cosiddetti cambiamenti di fase: la fusione (da solido a liquido), la solidificazione (da liquido a solido), la vaporizzazione (da liquido a gas), la condensazione (da gas a liquido), la sublimazione (da solido a gas) e il brinamento (da gas a solido). Anche in questo caso l’alchimia aveva intuito qualcosina: ciascuno di questi cambiamenti porta ad una diversa qualità di forma e contenuto di aemore, giacché voi stesse, come persone, cambiereste radicalmente. Culturalmente portate e portati al possesso, troppo spesso ci concentriamo sulla forma che noi e l’aemore perdiamo, piuttosto che sulla forma che noi e l’aemore raggiungiamo. Nonostante ci sia così cara questa piccola controversa sgambettante identità, ogni notte la abbandoniamo e le galassie, ciò nonostante, continuano ad orbitare, senza lasciarsi influenzare dai nostri capricci. Questo, per certi versi (poetici, anche), è di grande consolazione.

Differente ordine di grandezza.
Se la creatura di cui vi siete innadorate è di diverso ordine di grandezza, ovvero minuscola oppure mastodontica, certo la situazione può sembrare scomoda ma valutate anche queste possibilità: se è piccolissima, potete portarla sempre con voi, sulla vostra persona, in un taschino oppure tra i capelli, sul sopracciglio oppure tra le scapole. Viceversa, se è gigantesca, potete abitarla, esplorarla un poco alla volta, come si fa con un territorio vasto e sconosciuto, come sempre dovrebbe forse essere l’approccio con l’altra creatura aliena o meno, nel tempo necessario per trovare approdi e sentieri, raggiungerla nelle sue parti più profonde oppure crogiolarvi al sole delle sue spiagge e dei suoi dirupi, strabiliare al terremoto del suo battito cardiaco, svolare via e far parapendio nelle correnti ascensionali del suo respiro, dormire negli anfratti della sua pelle, e quante e quali forme può avere, così, il vostro aemore, da entrambe le parti.

Le differenti concezioni concrezioni secrezioni dei concetti di vita, io, comunicazione, aemore, sono altro argomento vastissimo e difficile da affrontare in modo anche sragionevole: potrebbe essere che la creaturaliena di cui vi siete innadorate non comunichi in modo a voi comprensibile, oppure che non sia avvezza a concetti come identità e autocoscienza. Può essere che abiti molti e diversi corpi, oppure che non ne abbia uno così come voi potete immaginare, che sbistremoli arguappando tra sgui sforfalli debrillanti, e così via. Tuttavia: ve ne siete innadorate, e questo meraviglioso dono, nella nostra fragile e contraddittoria esistenza, è inestimabile, vada come vada. E’ il sapore di un piatto che ci viene servito, alle volte la porzione è scarsa, alle volte è tiepida, alle volte è gustosamente avvelenata; ma avete un posto alla tavola imbandita dei fatti di questo universo, e non è cosa da poco.

In fondo, le creaturaliene siamo noi.
Spesso, forse sempre, creaturaliene anche a noi stesse.
Così vicine, così lontane.

 

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Work in progress regress pregress.

Appunti di progetti artistici a cui sto / stiamo lavorando. Volutamente massimo 3 righe di “spiegazione”. Sono parole chiave, ecolalie e risuonanze, attivazioni disarticolazioni, spunti che non è detto che spuntino e vedano la luce. La (il)logica è: se qualcosa ti risuona, scrivimi e ci lavoriamo insieme. Inoltre: è il rifiuto dell’effetto surprise tanto caro alla società del megaeventodivertimento. Piuttosto, una ri flessione: su come ogni progetto artistico e ogni performance siano un percorso, a volte di ore avvolte di anni, prima che la cosa casomai si faccia e come + smontare e scoprire che cosa c’è dentro al concetto di diritto autoriale + provare nuove pratiche condivise.

 

Affittacamere. Affittare una camera in una casa altrui, per performarci dentro. Site-specific + attinerenze ≈ si tratta di un luogo privato, che diventa pubblico. Quale è il contrario di privacy?

Blocco stradale. Dopo le recrudescenze di questo sgoverno, studiarefare: cosa vuole veramente dire, come metterlo in atto e leve ≈ aspetti psicologici ideologici culturali storici materiali immateriali.

Cartello info turistiche. Ci sono palazzi torinesi che hanno cartelli che ne spiegano la storia. Replicare il cartello, cambiarne il contenuto, e sostituire. Arthackerare. #percezioneselettiva.

Cerchio di isolamento. Da rito a performance o viceversa o nessuna delle due. Dove farlo; che cosa accade nel cerchio; quale passaggio e di cosa può esserci: tra chi sta dentro e chi sta fuori. #sconfini

Cuddling. Da riprendere con nuove date comunicazioni inviti aperture. Decostruire ≈ il concetto di laboratorio per tot persone ∩ l’interazione vis-a-vis ∩ toccare smontare osservare limiti tabù confini. #sex #art

Dormire nei luoghi. Ripensando ad un mio vecchio testo che indagava: postura + luogo dello scrivere = ricadute su forma e contenuto del testo. La scrittura è corpo. Dunque: perché si dorme in luoghi #privati?

Fumogeni. Ne ho ancora: capire come usarli. Confrontarsi con ≈ problema estetico fotografico ∩ uso politico ai cortei ∩ funzionalità pratiche. #potenziarne #stravolgerne il senso. Artivismo + Creattiveria.

Glovo. Indossarne la divisa per. Détournement culturaleconomico per #sensibilizzare #hackerare le aspettative. Indagare anche il portato identitario identificativo percezione da parte di. #teatroinvisibile.

Innumerevoli foto h24. Far deflagrare: il concetto di ɐʇᴉɹǝʌ sui social. E se: qualcuno raccontasse h24 fotograficamente una giornata, compresa di tempi morti + fatti privati + corporali?

Meridiana umana. Da un’idea di Rossella Ferrero. Il corpo immobile che si frappone alla luce ∩ misurare il tempo con il corpo + la sua ombra ∩ segnarne il movimento sul suolo ∩ oppure dove e come.

Nodi. Il legno dei bancali che si usano nella grande distribuzione ha nodi che si possono estrarre: assomigliano a piccoli tronchi tagliati + il fatto che sono strumenti funzionali al capitalismo distributivo sfrenato.

Sbirri e guardie. Nomi propri. La irrisolta? delicata? controversa? questione di chi lavora per il potere. Leggere una lista di nomi. #identificare #responsabilità ∩ tuttavia: è inasprire il conflitto.

Nudo nei luoghi. Accostare la figura umana a luoghi significativi. Ricerca già portata avanti in altre forme altri modi nella serie obskené. Studiarne: portato culturale ∩ risultanza sui social. #decostruire.

Pagare per esporre. Da un’idea di Paolo Notario. Invertire il processo: io pago te affinché tu tenga esposta in casa tua una mia opera / installazione / quel che è. Questione interessante #tempo #valore #estetica

Pescare senza pescare. Parafrasando quell’artista che al mercato consegnava un pochino di terra tra le mani dei passanti e ci metteva una piantina viva. L’atto del pescare  ∩ senza che possa abboccare nessun pesce. #decostruire il gesto, lavorare sull’inutilità come strada per ∩#≈+.

 

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δόξα e ἀλήθεια
Pentax K2 del 1975,
obbiettivo Vivitar 52 mm 1:4.5
#persone #tempo #spazio
Scatti analogici e poi digitali, 2025.

Gli abbinamenti degli scatti
sono opera di Rossella Ferrero,
che ringrazio.

Clicca qui per tutti gli scatti.

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Clicca qui per tutti gli scatti.

 

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Capostrano Photo Festival, 2025.
4 anni fa. Screenshot da StreetView.
#privacy #geolocation #postphotography

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

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Divertissement #1
Scambiare le didascalie alle immagini
della “Storia dell’arte” di Ernst Gombrich.

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

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Divertissement #2
Voltare in senso ostinato e contrario le affermazioni
di Ernst Gombrich nel suo “Storia dell’arte”.

 

Roccioletti

 

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Due pesi due misure | corpo e sguardo.
in#permanenza s#legame con#temporaneo
24 luglio 2025, @ Trama, Torino.

Con Alessandra Filippi / luna.art.ink e Rossella Ferrero ph. Ringrazio entrambe per aver partecipato, con generosità e passione,  alla costruzione e allo svolgimento della performance.

Decolonizzarsi ∩ il corpo è il luogo della politica ∩ la trasversalità è una condizione della carne ∩ dalla normatività si può guarire ∩ è urgente hackerare il canone.

#percezione [della propria persona] + [dell’altrui, persona] | #permanenza #impermanenza | #relazione libertà | #estraneità ∩ #appartenenza.

La performance si articola in due parti. Durante la prima parte, le persone partecipanti sono invitate a sedersi ad un tavolo sul quale sono disposte fotografie e testi inerenti al tema del corpo. Nella seconda parte, una per volta e in un ambiente separato, a ciascuna persona viene chiesto di indicare un punto sul proprio corpo. Viene quindi guidata nel tatuare lo stesso punto sul corpo del performer. Le viene chiesto, infine, se vuole fare lo stesso sul proprio corpo.

 

Clicca qui sotto per tutti i dettagli e gli scatti della performance.

Due pesi due misure | corpo e sguardo.

Due pesi due misure | corpo e sguardo. Tutti gli scatti.

 

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Identità. Workshop di arti performative.

 

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Snodi

 

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Roccioletti

 

Roccioletti

 

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