Se sapessi dirti.

Se sapessi dirti.
Corpo, spazio, immagine.
Performance, 2023.

If I could tell you.
Body, space, picture.
Performance, 2023.

Si je pouvais te dire.
Corps, espace, image.
Performance, 2023.

Con Vanessa Depetris.

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

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Punti di vista.
Corpi, cose, spazi, distanze.
Performance, 2023.

Viewpoints.
Bodies, things, spaces, distances.
Performance, 2023.

Points de vue.
Corps, choses, espaces, distances.
Performance, 2023.

Con Vanessa Depetris.

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

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Mr. Snoopy & Mr. Wolf
Parolesonore
* performance collettiva radiofonica *

venerdì 15 settembre 2023
dalle ore 20.00 alle ore 21.30

in streaming qui
oppure sui 105.25 FM

per partecipare alla performance, durante la diretta puoi scrivere al numero WA della radio 3466673263 oppure al mio numero WA 3885825444

 

 

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Cavità.
Tutte le volte che compare un televisore
nel film “Essi vivono” (They live, 1988) di J.Carpenter.
Performance digitale, 2023.

Cavities.
Every time a TV appears
in the film “They Live” (1988) by J.Carpenter.
Digital performance, 2023.

Cavités.
Chaque fois qu’un téléviseur apparaît
dans le film” Ils vivent” (They live, 1988) de J.Carpenter.
Performances numériques, 2023.

 

Clicca qui per tutti i frames.

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

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corpi.blog
a work, in progress

#corpo #video #immagine

 

Il corpo condizionale.
“Corpo e performance: la performance come studio dell’area e dei limiti della sfera delle possibilità (prima ancora che culturali) corporee; fisiologiche, quindi espressive, in relazione allo spazio e alle cose, manipolate o aggirate. Questa sfera invisibile appartiene e circoscrive ciascuna di noi. Nella vita quotidiana facciamo esperienza di scoperte e usi di questa sfera, tendenzialmente parziali: geneticamente e poi culturalmente portate a raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo, ripercorrendo strade già battute che si sono rivelate efficaci….”

 

Il corpo televisivo.
Anni ‘80.
In questo capitolo ho deciso di andare solo a memoria, così da stanare quanto immaginario sul corpo il mezzo televisivo mi ha inoculato nel corso degli anni. In ordine sparso e parziale. Il corpo di Mike Bongiorno (anni dopo, la sua salma rubata e poi ritrovata), la mano alzata che saluta in diretta il pubblico in sala e a casa. L’occhio strabico del Tenente Colombo, nei telefilm della sua serie (e il corpo mai visto della moglie, da lui sempre citata ma mai comparsa sullo schermo), e poi alcuni scatti che lo ritraggono nella fontana di un centro commerciale, a causa della demenza senile. Il corpo di Maurizio Costanzo, seduto sullo sgabello. Il corpo mostruoso dei Gremlins, la loro trasformazione. Raffaella Carrà, i suoi abiti luccicanti, il modo che aveva di muoversi sui tacchi. Corrado de “Il pranzo è servito” oppure della “Corrida”, ben prima di programmi come “Ciao Darwin” oppure “X-Factor”. “Non è la RAI” e una giovanissima Ambra Angiolini. Iva Zanicchi di “Ok il prezzo è giusto…”

 

Il corpo catastrofico.
“Secondo Domenico Valenza, il perturbante (quello che Sigmund Freud chiamerà unheimlich) impedisce sonni tranquilli alla borghesia dell’Ottocento. Due sono le epifanie di questa inquietudine, ai due estremi del fantastico: il troppo corporeo (il mostro), e l’assenza di corporeo (il fantasma). Il primo è il caso di Dracula, oppure di Frankenstein. Il secondo è quello del sinistro impalpabile, ad esempio Le Horla di Guy de Maupassant: l’invisibilità di questa presenza la rende invincibile. E’ un’ossessione: ci osserva ma non può essere osservata; il nome specifica il suo essere emissaria, dall’esterno, hors là, là fuori: ma il suo messaggio è indecifrabile, e porta alla follia…”

 

Il corpo profanato.
“Se nel mondo antico il destino dell’anima va di pari passo con quello del corpo, e l’aldilà può essere raggiunto solo quando il cadavere riceve adeguati onori funebri e sepoltura, sa bene che cosa sta facendo Creonte lasciando insepolto il cadavere di Polinice, oppure Achille quando trascina con il suo carro il corpo di Ettore davanti alle mura di Troia. Finché il corpo è vivo, gode (o almeno: dovrebbe godere) della possibilità di fare che cosa vuola e stare dove vuole, esercita una volontà – è il luogo e lo strumento dove si esercita, il volere – sceglie la propria sorte (fatto salvo il meccanicismo e il determinismo)…”

 

Il corpo cosa.
“In ogni vocabolario, “còsa” [singolare femminile, dal lat. causa «causa», che ha sostituito il lat. class. res] è il nome più indeterminato e più comprensivo della lingua italiana, con il quale si indica, in modo generico, tutto ciò che esiste, nella realtà o nell’immaginazione, di concreto o di astratto, di materiale o di ideale. Lo stesso vale per la versione inglese: “Thing: we use the general noun thing more commonly in speaking than in writing. It is most commonly used to refer to physical objects, but we also use thing to refer to ideas, actions and events” (Oxford dictionary)…”

 

Il corpo pathosformelico.
“Il termine pathosformel è stato coniato da Aby Warburg nei primi del ‘900, e indica immagini archetipiche: posizioni assunte dai corpi, che si ripetono in modo uniforme attraverso tutta la storia dell’arte, e che esprimono emozioni attive e passive dell’animo umano. Scrive Anna Fressola (Enneagramma, la tradizione classica nella memoria occidentale, 2018): Pathos che cerca e trova le sue espressioni in formulazioni per loro natura fredde (Formeln) che tendono a incasellarsi in serie morfologiche, quando non tassonomiche. Pathosformel (come già osservato da Salvatore Settis) è parola ossimorica che fonde nello stesso termine il movimento del pathos e la stasi, o meglio l’ipostasi della formulazione di uno schema…”

 

Il corpo narrato.
“I manuali di scrittura creativa offrono spunti interessanti sul tema dei corpi, letti nella chiave dei suggerimenti che danno su come si possa creare un personaggio, partendo da alcuni modelli teorici. Ovviamente il corpo scritto è un corpo rappresentato; ma nella sua rappresentazione, con l’artificio delle parole e probabilmente del loro continuamente difettare – e nel raro stato di grazia del limite che diventa punto di forza per circoscrivere l’ineffabile indescrivibile – possono non solo mettere in piedi corpi credibili, con i quali si può empatizzare oppure immedesimare, ma anche offrire spunti di riflessione sul come e sul perché questi corpi vengono rappresentati in un modo piuttosto che in un altro…”

 

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Nella migliore delle ipotesi, il corpo resterà,
anche teoricamente,
eternamente ambivalente.
Oggetto e anti-oggetto: che attraversa e annulla
le discipline che pretendono di unificarlo,
luogo e non-luogo.
Jean Baudrillard,
“Lo scambio simbolico e la merce”.

 

Roccioletti

 

Il laboratorio è pensato per coloro che fanno del proprio corpo strumento di espressione. È aperto a chi vuole acquisire una maggiore consapevolezza del sé e del proprio stare in relazione allo spazio e agli altri corpi.

I temi del corpo e delle arti performative saranno sviluppati sia nella teoria (con approccio antropologico, culturale, politico) che nella pratica (teatro, danza, reading, performance). Durante il laboratorio interverranno docenti di discipline attinenti alle arti performative, per offrire visioni e strumenti sull’uso dei corpi in merito alla voce, alla presenza scenica, al movimento.

Il laboratorio è strutturato in 4 incontri al mese da due ore l’uno, il costo è di 50 euro mensili; si terrà da ottobre a dicembre, per un totale di 32 ore complessive; prevede la produzione di una performance finale aperta, e di una pubblicazione editoriale che raccoglierà tutto il materiale prodotto durante il laboratorio.

Il primo incontro sarà mercoledì 4 ottobre, alle ore 21.00. Sono necessari abiti comodi e materiale per prendere appunti. Durante questo primo incontro, la parte teorica riguarderà la definizione di performance come forma d’arte contemporanea, le sue specificità dal punto di vista storico, antropologico e psicologico, le sue difformità dal teatro. Nella parte pratica inviteremo a mettere in atto, di persona, alcune performance chiave della storia dell’arte, di Vito Acconci, Regina José Galindo e Marina Abramovic.

Per info e iscrizioni:
info@p-ars.com
3885825444

 

Roccioletti
Collettivo NP, prove della performance ‘NEGATO #corpi #tempo #confini prossimamente a teatro, a Torino e Milano.

 

Roccioletti

 

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