Tra le cose.
Corpo, cose.
Work in progress.
Performance, 2024.
Le citazioni sono da
corpi.blog | a work, in progress
“La parola cosa è una circumnavigazione; un abbraccio largo, disattento oppure irrispettoso se non si presta attenzione (o non si può) alla cosa abbracciata; cauto, timoroso o circospetto nel caso di cose sconosciute o temute, in buona o in cattiva fede. Raramente usato nei confronti degli animali (in prospettiva antropocentrica), nelle domande che forse lasciano intendere: che cosa è [quell’animale]; “suona male” l’alternativa chi è [quell’animale]; quando è stato che gli animali hanno smesso di essere chi – se mai lo sono stati – per diventare che cosa? [cfr. le divinità antiche teriomorfe]. Sicuramente nel sentire comune (culturale?) cosa è controparte di persona. Da un lato ci sono le persone, dall’altro le cose; e quando è capitato apertamente oppure ipocritamente che i due concetti coincidessero, sono stati genocidi, femminicidi, omicidi, soprusi, il peggio che potessimo.”
“Abbiamo parlato, parliamo e sempre parleremo di corpi e da corpi. A poterle contare, sono più numerose le volte che non sapevamo, non sappiamo e non sapremo di farlo; e sono quelle le occasioni in cui siamo state, siamo e saremo più sincere: da addormentate, per esempio, oppure nell’irreplicabile istante di un gesto spontaneo, che contiene la dimenticanza e l’assoluta coincidenza dell’essere un sé.”
“Il terrore di essere cosa e non persona è scoprirsi costrutto, robot, golem, forse animale. È una defenestrazione dall’alta torre di un privilegio (creduto?) acquisito dalla nascita, una superiorità forse inganno evolutivo per sopravvivere, in tempi immemori, all’assedio di innumerevoli cose inspiegabili naturali attorno a sé. Dare un nome alle cose per circoscriverle e capirle, nel senso di capio, alla latina: prendere, afferrare. Riecheggiano trattati di demonologia, conoscere il vero nome di un demone significa averlo in potere. Il nome impronunciabile di dio nella religione ebraica. Ma anche la magia nella forma dell’usare le parole giuste, in alcuni romanzi fantasy, per piegare la realtà al proprio volere. “Non avevamo le parole per dirlo”, afferma una delle contadine intervistate da Nuto Revelli (cfr. “L’anello forte. La donna, storie di vita contadina”).”
“Più rare sono le occasioni per parlare di corpi, consapevoli di farlo, perché: abbagliate da un intento; annegate nel tempo; abitando l’architettura di una grammatica, con le sue parole da contrattare; nello scorrere di uno spartito musicale, da sinistra verso destra e non viceversa; nel margine di una fotografia, che taglia fuori dall’inquadratura e che cosa; nei ventiquattro fotogrammi al secondo necessari all’illusione di movimento; in una scultura che negozia la sua presenza con lo spazio; in un passo di danza che nel suo sollevarsi da terra già racchiude la sua discesa verso la massa immensa di questo pianeta, che lo attrae e lo intrappola, appunto, nel tempo.”
“Secondo Lorenzo Cassini non è un caso che la critica americana abbia stigmatizzato la furia hardcore del film “La Cosa” di Carpenter: percepita come equiparabile alla pornografia, ma non nei termini tradizionali del concetto (normati e sanzionabili da un punto di vista legislativo), bensì come esposizione totale dell’orrore; disposizione a vedere tutto e a non occultare nulla; panvisibilità che lavora sull’eccesso; esplosione della profondità della visione a partire dal normale, dal già conosciuto, che in realtà nasconde altro; tradimento dell’aspettativa, sovvertimento del familiare, del canone di normalità, che invece cela un pericolo. Estremizzando, esistevano leggi precise per l’osceno del corpo e per l’osceno del violento, ma La Cosa travalicava, si collocava in un territorio non ancora normato, ovvero l’evoluzione feroce e senza controllo che fa dei corpi solo piccoli step evolutivi, con buona pace del postulato di identità, di nome proprio di persona. Era troppo forte e virale, la metafora: la verità soggiacente portata alla luce, l’orrore del Vietnam, lo scandalo politico che sporca la faccia buonista del potere. E ancora più in profondità: tutto è transitorio.”
“Nel tempo: dei corpi primitivi restano ossa, graffiti, impronte nel fango indurito. Dei corpi antichi raffigurazioni pittoriche, scultoree, descrizioni in prosa o in poesia. Dei corpi moderni restano fotografie, audio, biografie, profili psicologici, radiografie. Dei corpi contemporanei, simulacri digitali e flussi di big data. Nessuno di questi corpi avrebbe mai potuto immaginare che, a distanza di millenni oppure di pochi istanti, da ciò che resta di loro, altri corpi avrebbero fatto ipotesi e tratto conclusioni.”
“Forse molto, se non tutto, avviene perché siamo comprese (nella visione) tra due limiti del nostro corpo: il disgregarci con esso – oppure no – quando verranno meno le sue funzioni vitali (almeno, quelle che danno supporto all’io: la sua esistenza biologica, in senso lato, proseguirà nel ciclo della materia organica a disposizione dell’universo); e la nostra comparsa (la nostra nascita) in un corpo, come corpo, consapevole; e se questa consapevolezza sia reale oppure un’illusione utile alla sopravvivenza. Tra questi due estremi avvengono il piacere e il dolore, il ricordo e la speranza, e per i corpi più fortunati anche l’amore, il cui rovescio della medaglia, più alla portata di tutti, potrebbe essere l’odio, altre dicono l’indifferenza; e il bilancio, incerto, tra quanta ne somministriamo e quanta ce ne viene somministrata.”
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performance ∩ tempo
In matematica, il simbolo ∩ indica intersezione di insiemi. Il tempo della performance diventa la performance. Block notes, pennarello, tempo, mani. Scrivendo che ore sono dalle 22:53 alle 23:26, su 600 fogli di block notes. Performance, 2024.
In mathematics, the symbol ∩ indicates intersection of sets. The time of performance becomes the performance. Block notes, marker, time, hands. Writing what time it is, from 22:53 to 23:26, on 600 sheets of block notes. Performance, 2024.
En mathématiques, le symbole ∩ indique l’intersection des ensembles. Le temps de la performance devient la performance. Bloc notes, marqueur, heure, mains. On écrit que les heures sont de 22 h 53 à 23 h 26 sur 600 feuilles de blocs notes. Performance, 2024.
En matemáticas, el símbolo ∩ indica la intersección de conjuntos. El tiempo de la performance se convierte en la performance. Bloc de notas, marcador, tiempo, manos. Escribiendo que las horas son de 22:53 a23:26, en 600 hojas de blocs de notas. Performance, 2024.
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In questa luce incandescente.
Frames da video.
Work in progress.
Performance, 2024.
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durante la residenza artistica
@ Bussana Vecchia, clicca qui.
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Il tempo materiale, clicca qui.
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V.I.T.R.I.O.L.
Visita Interiora Terrae,
Rectificando Invenies Occultum Lapidem.
Homemade game.
Una riflessione sul cinema.
I testi sono tratti da corpi.blog | a work, in progress
Videoart, 2024.
Per il gameplay, clicca qui.
Per avere il file del gioco, scrivi ai contatti.
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Chronos e Aiòn.
Ordine cronologico.
In progress, aggiornato ad ogni nuovo capitolo
di corpi.blog | a work, in progress
500.000 a.C. – Il corpo archiviato.
10.000 a.C. – Il corpo intraspecifico.
3150 a.C. – Il corpo svuotato.
2900 a.C. – Il corpo crocicchio.
2000 a.C. – Il corpo coreografico.
1425 a.C. – Il corpo ibridato.
1180 a.C. – Il corpo bicamerale.
400 a.C. – Il corpo narrato.
216 d.C. – Il corpo finestra.
476 d.C. – Il corpo diviso.
500 d.C. – Il corpo laboratorio.
1300 d.C. – Il corpo appestato.
1348 d.C. – Il corpo macabro.
16mo sec d.C. – Il corpo disneyano.
1767 d.C. – Il corpo folle.
1793 d.C. – Il corpo decapitato.
1844 d.C. – Il corpo artaudiano.
1865 d.C . – Il corpo divorato.
1982 d.C. – Il corpo cosa.
1895 d.C. – Il corpo indotto.
1900 d.C. – Il corpo automatico.
1900 d.C. – Il corpo pathosformelico.
1914 d.C. – Il corpo tagliato.
1980 d.C. – Il corpo televisivo.
1902 d.C. – Il corpo cinematografato.
1903 d.C. – Il corpo velenoso.
1912 d.C. – Il corpo persona e il corpo creatura.
1929 d.C. – Il corpo testimone.
1938 d.C. – Il corpo disegnato.
1962 d.C. – Il corpo epidermico.
1963 d.C. – Il corpo bruciante.
1969 d.C. – Il corpo inscatolato.
1970 d.C. – Il corpo cittadino.
1972 d.C. – Il corpo senza organi.
1996 d.C – Il corpo scalare.
1999 d.C. – Il corpo nascosto.
2001 d.C. – Il corpo elevato.
2003 d.C. – Il corpo nella caverna.
2003 d.C. – Il corpo profanato.
2005 d.C. – Il corpo ibernato.
2007 d. C. – Il corpo taurino.
2008 d.C. – Il corpo disassemblato.
2009 d.C. – Il corpo condizionale.
2011 d.C. – Il corpo certificato.
2018 d.C. – Il corpo epidermico.
2019 d.C. – Il corpo neurocognitivo.
2019 d.C. – Il corpo conservato.
2010 d.C. – Il corpo doppio.
2020 d.C. – Il corpo donatore.
2021 d.c. – Il corpo filmato.
2023 d.C. – Il corpo volto.
2023 d.C. – Il corpo tradito e tradotto.
2049 d.C. – Il corpo catastrofico.
24mo sec d.C. – Il corpo radiografato.
… – Il corpo post-organico.
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Caro Andrea, questi miei versi che ti dedico vogliono essere un omaggio al tuo pensiero:
Le cose
Le cose che le mie parole toccano
le toccherete anche voi.
Quando dalle vostre finestre
spalancate per cambiare l’aria
alla stanza soffocata dall’abitudine
vedrete nel cielo senza stelle
non il satellite della terra
ma la luna
ma la sorgente luminosa di sogni
capirete che tutte le cose
sono avvolte di mistero.
Nel loro silenzioso esistere
nel vuoto del tempo
che supera
l’avventura del nostro vivere
anche le vostre mani le toccheranno.
Ciao Marcello, grazie di essere passato sul mio sito, e di avermi lasciato queste parole. Ti ringrazio. Sì, mi risuona un tuo verso, in particolare: tutte le cose / sono avvolte di mistero. Ti auguro un buon tempo.