L’arte è un buon strumento per bucare la propria bolla.

“A seconda dei vincoli impostigli dal proprio piano strutturale, ciascun organismo è dotato di organi recettori che selezionano gli innumerevoli stimoli provenienti dall’ambiente, accogliendone solo la parte significativa per l’organismo stesso; questa parte viene quindi analizzata a seconda della natura dei recettori e trasformata finalmente in eccitazione nervosa. Pur potendo dunque condividere diverse specie animali lo stesso mondo, ciascuna di esse lo vivrà come proprio ambiente in maniera specifica e inaccessibile a tutte le altre, perché condizionata dalla propria organizzazione, che combacia con il percepibile come un incavo con il proprio perno. […] Viene dunque ad istituirsi una peculiare tensione fra un approccio rigorosamente monadologico e antiantropocentrico e una tentazione antropocentrica per la quale (magari grazie a protesi tecnologiche) all’essere umano è concesso in qualche modo di bucare la propria bolla di sapone per andare a sbirciare in quelle degli altri organismi, immedesimandosi nelle loro visioni del mondo.”

da “Estetica e scienze della vita”, a cura di A.Pinotti e S.Tedesco, Raffaello Cortina Editore, 20139

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