Il limite

Il limite
Carta fotografica, ago, filo.
Installazione, 2019.
Gli altri lavori presto in mostra.

Dei nostri cinque sensi, siamo abituati
a mettere in relazione il tatto
con il limite del nostro io,
perché situato sulla pelle,
come confine tra il dentro e il fuori.

Ma se invece fosse la vista,
oppure l’udito, il limite
a cui assegnamo il compito
di distinguere tra ciò che siamo
e ciò che non siamo,
tra ciò che ci appartiene
e ciò che invece è “altro”?

Il corpo è il grande sconosciuto
della nostra cultura.

“I greci, a partire da Omero, non avevano nessuna nozione di corpo, né tantomeno di anima. La parola “soma” che noi traduciamo con “corpo” indicava il “cadavere”, e anche la parola “psiche” non era la parola che indicava “l’anima”, bensì segnalava l’ultimo respiro. Non solo, ma in Omero non c’è nemmeno una denominazione unitaria del corpo, ovvero non si parla mai del corpo come un’unità, ma sempre in riferimento alle sue parti: le gambe, le braccia, il diaframma, con cui si pensa, il “thymos”, la sede dei sensi… Il corpo non è rappresentativo, per Omero, di un teatro che si svolge alle sue spalle; il corpo è immediatamente espressivo, ovvero esprime noi stessi, non rappresenta qualcosa che si svolge nella nostra interiorità. Il rapporto vero è tra corpo e mondo, non tra anima e corpo […] La parola “spirito” è tra quelle più equivoche che possano esistere nel nostro vocabolario. Nessuno di noi si rassegna a essere corpo e niente altro che corpo, perché abbiamo un concetto ormai svalutato della corporeità, e questa svalutazione inizia con Platone. Platone vuole costruire un sapere universale, che valga per tutti, che abbia il carattere dell’oggettività, della condivisibilità, e della universalità. E parte dal presupposto che non possiamo fidarci del corpo, perché a partire dalle sensazioni corporee noi non raggiungeremo mai un sapere che vale per tutti. Allora bisogna ricorrere a qualcosa di oggettivo: numeri e idee.”

Umberto Galimberti
dalla conferenza del 13 giugno 2012,
a La Busacca – Teatro Stabile del Salento.

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