Roccioletti cover

Il volto impresso sul rovescio della mia mente.

“I’ve known it all along
Like the bone under my skin
Like actors in a photograph
Like paper in the wind.”
– “Generator”, Bad Religion 1991.

 

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Passare attraverso.
Corpo, elastico.
Selezione di immagini da video.
Performance, 2021.

Go through.
Body, rubber band.
Selection of images from video.
Performance, 2021.

 

Roccioletti

 

“C’è un’esperienza della cosa visibile come preesistente alla mia visione, ma essa non è fusione, coincidenza: poiché i miei occhi che vedono, le mie mani che toccano possono essere anche visti e toccati, poiché quindi, in questo senso, essi vedono e toccano dal di dentro il visibile e il tangibile, poiché la nostra carne riveste e in pari tempo avvolge tutte le cose visibili e tangibili.”

 

Roccioletti

 

“Grazie alla consapevolezza di quello che sarebbe il movimento più ovvio o più comodo per coprire un segmento di spazio, è possibile esplorarne la sua assenza, il negativo, lo spazio ad esso circostante dispiegandovi le molteplici attitudini alla dislocazione delle componenti anatomiche che il corpo offre.”

 

Roccioletti

 

“I nodi articolari sono le zone di irruzione, di aggancio, di transizione del peso. La colonna vertebrale è il sensore per l’ingresso nelle posture. Gli arti come rami e radici, frecce e vettori. Tendini e muscoli sotto la pressione dell’irrorare sanguigno, contro la ricaduta della massa, verso la densità o l’assottigliamento… e la pelle, che è pellicola, membrana del respiro, esposizione verso l’esterno. Trasparente.”

 

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Volto verso.
Corpo, torsioni, muro.
Selezione di immagini da video.
Performance, 2021.

Face towards.
Body, twisting, wall.
Selection of images from video.
Performance, 2021.

 

Roccioletti

 

“Vivo il movimento come una molteplicità di figurazioni e di eventi possibili con l’intento di dare vita a un dialogo tra il materiale visibile e il suo corrispettivo nell’assenza. Presenza e fantasmi. Gesto e movimento, così declinati, si misurano con una percezione del tempo che è qualitativa e che ha il peso specifico dell’architettura corporea e del suo esercitarsi alla mutazione, al mimetismo, alla vertigine, alla casualità.”

 

Roccioletti

 

“Nella grande varietà d’interazione fra il pubblico e l’evento artistico, mi sembra che a volte si perda quel che per certi versi dovrebbe essere la natura più vera di questa interazione, lo specifico di cui ritengo depositario il pubblico nel suo rapporto più ovvio con l’arte: il suo commuoversi con l’opera, nel senso di muovere con l’opera.”

 

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Citazioni da

C.Bergonzoni, “Essere presenti al corpo”
M.Merleau-Ponty, “Fenomenologia della percezione”
S.Tomassini, “Abitare il mondo”
S.Bertozzi, “Emotus – in seguito all’azione…”

 

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“Tagliatemi la lingua, strappatemi i capelli, mozzatemi gli arti, ma lasciatemi l’amore, preferirei aver perduto le gambe, che mi avessero strappato via i denti, cavato gli occhi, piuttosto che aver perduto l’amore. […] l’ora felice in cui la lucidità mi fa visita. Dolce oscurità che mi penetra gli occhi. Io non conosco peccato, questo è il male del diventare grandi, questo bisogno vitale per cui morirei, essere amata. […] una me che non ho mai conosciuto, il volto impresso sul rovescio della mia mente.”

– Sarah Kane, da “Psicosi delle 4 e 48”, 1999.

 

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