Roccioletti cover

Obskené – Tenth study.

Questo corpo
non finisce 
mai
di finire dall’inizio.

 

Obskené – Tenth study.
Body, light.
Selection of images from video.
Performance, 2022.

Obskené – decimo studio.
Corpo, luce.
Selezione di immagini da video.
Performance, 2022.

Testi dall’intervista
a Jean-Luc Nancy, 1996.

 

Roccioletti

 

“Siamo sopraffatti da un’attenzione senza precedenti per il corpo che rasenta la mania. Da dove ha origine questa smisurata cura del corpo? In essa agisce certamente una certa concezione moderna del corpo come verità opposta alle astrattezze dello spirito e della morale. E la tesi del corpo come semplice meccanismo vivente che capovolgerebbe le presunte chimere della morale e dello spirito. Un vero e proprio emblema di questa concezione e, ad esempio, il body building, che trae alimento appunto dai saperi biologici e medici che cercano di afferrare nel corpo nient’altro che una perfetta macchina vivente. Tuttavia, io non penso che quest’attenzione inquieta per il corpo, cut stiamo assistendo, sia riconducibile unicamente a questo. Vi è in essa qualcosa che va al di là dell’idolatria, al di là dell’immagine del corpo che si fa adorare per se stessa, al di là dello stesso concetto di corpo come meccanismo vivente.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“La ricerca, nel corpo, di una presenza sensibile e immediata di ciò che è proprio dell’uomo: la stessa presenza che si fa viva, ad esempio, in quelle indagini scientifiche del nostro tempo che, diversamente dai saperi medici e biologici di cui parlavamo, non conducono al corpo come a una macchina vivente. Penso, ad esempio, alle ricerche sull’intelligenza artificiale che, mostrando l’enorme differenza tra il funzionamento del nostro cervello e quello di un computer, rendono presente, e davvero sensibile quello che un tempo si chiamava il segreto o il mistero dell’anima.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“In realtà l’inquietudine per il corpo nella nostra epoca non attesta altro che non c’è che il corpo, che non c’è che questa esteriorità, questa estensione, questa nuda presenza. Quando dico presenza sensibile di ciò che è proprio dell’uomo, non intendo perciò il corpo come espressione dell’anima, ma il corpo come esteriorità pura, come un’esteriorità priva di interiorità. In un suo poema, Pessoa dice che gli dei non hanno anima, sono interamente il loro corpo. Mi sembra una splendida immagine della concezione del corpo della nostra epoca.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“Penso che stiamo assistendo alla radicale fine di ogni canone, alla scoperta, cioè, della molteplicità indefinita dei corpi della diversità incessante dei corpi nel mondo, e della stesse diversità presente nel corpo occidentale. Così come penso che la nudità esposta, e che fa davvero problema, non è oggi quella della rappresentazione idolatrica del corpo, ma quella che si rivela, ad esempio, nella sofferenza, nella malattia, nella ferita, in cui appunto ci si perde irrimediabilmente nella pura esteriorità dei corpi. Vede, l’ultimo grande tentativo di pensare il corpo come corpo di cui ci si appropria è quello di Merleau-Ponty e della fenomenologia in generale: il corpo è il corpo proprio che si tocca e che si sente, e che, sentendosi, è in rapporto con sé.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“Il corpo stesso è la diversità o, meglio, con un gioco di parole concepibile forse solo in francese, la divorcité. II mio corpo e la mia diversità-divorcité, ciò da cui sono separato, ciò che è sempre altro da me. Il rispetto dovuto all’altro che è il mio corpo dovrebbe perciò essere senza problemi esteso agli altri corpi. Assumere positivamente l’infinita alterità dei corpi, senza distorcere questa alterità nell’astratto discorso lenificante di un’uguaglianza generale, è in effetti ancora un compito. Così come è, del resto, ancora un compito portare al pensiero l’inquietudine per il corpo che attraversa la nostra epoca.”

 

Roccioletti

 

———-

 

“Il corpo continuamente scrive”
Frammento tratto da prove.

 

 

———-

 

trascorso anticipato questo
corpo che mi rimanda
accaduto corpo questo
che mi segue conseguente

questo corpo presente
che mi presenta passato
questo corpo che mi sorpassa
invalicabile trapassato

questo corpo linea
di punti immaginari
questo corpo immaginato
congetturato provato

questo corpo insopportabile
sopportato soppiantato
questo corpo non finisce
mai di finire dall’inizio.

– Wincent Raca.

 

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