5 minuti durante i quali.

5 minuti durante i quali
non accade assolutamente nulla
eppure tutto accade ineluttabilmente.

Testi, video, immagini, files.
Collage di dati su pagina web, 2022.

5 minutes during which
nothing happens at all
yet everything happens ineluctably.

Texts, videos, images, files.
Collage of data on web page, 2022.

 

Di tutto questo e questo
e questo e questo niente
dal peso specifico di
mille maree lunari
ci si coerce di farne
qualche almeno cosa
che è già a dir poco cosa
che brucia ossigeno
di mille amazzonie verdi.

 

 

344,10 MB, 1920 X 818, dur. 5:04.

 

 

Roccioletti

 

Di tutto questo e questo
e questo qualche cosa
con sguardi traboccanti di
troppo prima e troppo dopo
ci si apparecchia a farne
qualche almeno niente
che è già a dir molto cosa
che divampa senza chiedere
in mille amazzonie verdi.

 

 

344,47 MB, 1920 X 818, dur. 5:05.

 

Roccioletti

 

 

Roccioletti

 

——-

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

——-

 

Suggerimenti di lettura

 

“La macchina fotografica presenta in modo esemplare la caratteristicha di ogni strumento di produzione: quella di obbedire a un codice simbolico che non ha affatto bisogno di essere istituito da una convenzione preliminare in quanto obbedisce già alle convenzioni più profonde e diffuse della cultura in cui è sorto. Quello che si ottiene è già codificato, esprime già una specie di giudizio e non c’è alcun bisogno dell’intervento dell’uomo per trasformarlo in segno. La fotografia è un segno strutturato dell’inconscio tecnologico del mezzo fotografico e in questo senso essa è una scrittura automatica, come l’ha definita Joyce.”
F.Vaccari, “Fotografia e inconscio tecnologico”.

 

“Jean Baudrillard parlava a questo proposito di ironia della tecnica, sostenendo come all’apice delle performance tecnologiche rimane l’impressione irresistitible che qualcosa ci sfugga… Tutte le nostre tecnologie, quindi, sarebbero semplicemente lo strumento di un mondo che crediamo di dominare, mentre al contrario è esso a imporsi attraverso questa apparecchiatura di cui siamo soltanto gli operatori.”
L.Panaro, “Casualità e controllo”.

 

“Le piattaforme social di massa hanno preso in custodia le nostre identità. Quando ci autentichiamo sulle piattaforme e accediamo ai nostri profili con un nome e una password stiamo, di fatto, accedendo a noi stessi. Tradizionalmente rivolgersi a sé significa volgere lo sguardo all’interno, verso il secretum del proprio essere. Oggi invece accediamo a una parte autenticata (in che misura autentica?) di noi stessi tramite un contratto che raramente abbiamo letto e compreso, con cui cediamo ogni diritto a società private.”
Collettivo Ippolita, “Anime elettriche”.

 

“Il corpo che pensiamo di avere – coeso, unitario, stabile – non è il corpo che abbiamo veramente, afferma Jackson in Stitch Bitch. Come il corpo del mostro, la nostra corporeità, che essa definisce il corpo esiliato, è un composto ibrido di cose e di pensiero… La sua immagine pubblica, il suo volto è un collage di storie, di immagini prese in prestito, di superstizioni e di fantasie. Non abbiamo idea di come sembri veramente.”
K.Hayles, “My mother was a computer”.

 

“c’è della gente che lavora con il cervello e altra con qualche cosa di diverso e sconosciuto. Con il desiderio. E così si fanno le cose troppo grandi per essere sopportate. Si vuole diventare l’universo oppure impiccarlo. Se si ama un’idea, la gente, o una donna, si fa di questo amore qualche cosa di così grande che nessuno più riesce a capirlo e si resta soli e schiacciati come piccoli vermi o grandi pazzi rinchiusi in piccoli manicomi. E così si aspetta o si deve morire. E se si ha il coraggio di aspettare, fra gli uomini, allora si dipingono tanti quadri orribili e odiosi, ognuno dei quali strapperà solo un pezzetto alla verità e ogni gesto sarà un grande dolore che potrà, forse, avere una piccola utilità. Per quelli che ridono, che camminano e appendono lampade giapponesi fra tendine di cinz, scrivono libri e comprano carne in scatola.”
G.Novelli, “Guerra alla guerra”.

 

Cavarero, “A più voci”, Castelveccchi
Boella, “Con voce umana”, Ponte alle Grazie
Lima, “La dea stanca”, Johan&Levi
Lotman, “Il girotondo delle muse”, Bompiani
Falcinelli, “Figure”, Einaudi
Parmesani, “L’arte del XX secolo”, Skira
Agamben, “Creazione e anarchia”, Ponte alle Grazie
Frassineti, “3 bestemmie uguali e distinte”, Feltrinelli
Esposito, “Le persone e le cose”, Einaudi
Augé, “Tra i confini”, Bruno Mondadori
Zizek, “Che cos’è l’immaginario”, Saggiatore
Levinas, “Eros, letteratura e filosofia”, Bompiani
Barbanti, “Chimere dell’arte”, OmbreCorte
Careri, “Walkscapes”, Einaudi
Kiefer, “Sopravviverà l’arte alle sue rovine”, Feltrinelli
Savinio, “Nuova enciclopedia”, Adelphi
Eisner, “Lo schermo demoniaco”, Editori Riuniti
Harstad, “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin”, Iperborea
Virilio, “Estetica della sparizione”, Liguori
Palomba, “Io sono un’opera d’arte”, EdizioniDalSud
Catalano, “Mindspace”, Meltemi
Freak Antoni, “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”, Feltrinelli

 

——-

1 Comment

  1. “Le piattaforme social di massa hanno preso in custodia le nostre identità.”
    siamo noi che abbiamo scelto “di lasciare” a loro la custodia delle nostre identità…
    in ogni caso… possiamo nascondere o fingere quello che non siamo…

    "Mi piace"

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