Risoluzioni.

Risoluzioni.

Ago, filo, cartina.
Andate, ritorni.
Ricamando la strada che per quarant’anni
mi ha portato in uno dei miei luoghi.
Performance e installazione, 2024.

Needle, thread, map.
Go and back.
Embroidering the road that for forty years
has taken me to one of my places.
Performance and installation, 2024.

Aiguille, fil, carte
Allez, revenez.
Brodez la route qui m’a conduit pendant quarante ans
dans un de mes lieux.
Performance et installation, 2024.

 

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

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“Butler conia il termine performance, facendone una categoria centrale della teoria politica che riguarda i corpi e i soggetti. Un concetto-laboratorio dentro cui pensiamo il presente, e che sposta non solo le scienze sociali e il pensiero critico, ma sbalza gli studi della performance, della danza e della coreografia fuori dai confini stretti di una disciplina. Quali strumenti, concetti, metodologie possiamo raccogliere dalle ricerche e dalle pratiche della scena che siano operativi e magari destabilizzanti o generativi dentro altri saperi? […] Quel che ci interessa è che la performance è un modo della conoscenza. Le arti vive operano come un linguaggio, come forma compiuta che produce in sé pensiero e idee incarnandosi in un corpo nello spazio. Ogni opera mette al mondo una nuova sintassi, è creazione di nuove concatenazioni e assemblaggi di tempo e spazio, di luci e buio, di corpi e grammatiche corporee, di affetti. L’arte è una pratica di ricerca. La creazione artistica, quando inventa linguaggi e grammatiche, modifica il regime di visibilità/invisibilità – ciò che è sottoposto allo sguardo cambia, cosa si può vedere e cosa rimane nascosto, cosa è trattato come invisibile, o indistinto.” [prosequi qui la lettura]

– Ilenia Caleo, “Queerizzare le epistemologie. Materie ibride e disidentificazione nella scena performativa”

 

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Il tempo ritratto, tratto, ritroso.

Mani, lenzuola, libro. Tempo.
Performance. Wincent Raca, 2024.

Scrivendo con il dito, lettera dopo lettera,
le prime 350 parole della recherche di Marcel Proust.

En écrivant avec son doigt, sur le drap, lettre après lettre,
les 350 premiers mots de la recherche de Marcel Proust.

Writing with a finger, on the sheet, letter after letter,
the first 350 words of the Marcel Proust’s recherche.

 

 

Roccioletti

Roccioletti

 

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“Noi occidentali siamo spaventatissimi dalla stanchezza,
forse perché svuota di io, fa sentire vaghi, vacui.”
– Chandra Livia Candiani, “Il silenzio è cosa viva” (2018).

 

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Last call – workshop
Il corpo immediato, mediato, mediale
lunedì 30 settembre 2024, ore 21:30
@ Greenbox, via s.Anselmo 25, Torino
Porta con te penna, quaderno
e scarpe comode. Ti aspettiamo!

Roccioletti

 

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“La folla danzante per le strade è sempre stata considerata sospetta, come racconta la storia delle coreomanie. Esplosioni estatiche di danze implacabili, movimenti sussultori improvvisi, convulsioni corporee e gesti incontrollati hanno coinvolto, ricorsivamente, gruppi di persone nello spazio pubblico, suscitando condanna religiosa, riprovazione morale, manovre di controllo politico e dispostivi di patologizzazione a opera del discorso medico. Accuse di frenesia e possessione demoniaca, svalutazione dell’espressione corporea, pregiudizi contro impulsività e irregolarità di posture non collaudate, erano tutti modi di liquidare e colpire i corpi eloquenti come spiritualmente posseduti, fisicamente deficitari, mentalmente infetti.” [prosegui qui la lettura]

– Piersandra Di Matteo, “Coreomanie e correnti affettive. Rilievi su The Dancing Public di Mette Ingvartsen”

 

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Some retakes, 2016 > 2023

 

CONFETTURA D’ARTE

Una persona di un certo peso

Grace and Fury

I’MPERFECT

Ad ogni deriva

Il momento.

Trovare le parole giuste.

Stati della materia.

 

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Da corpi.blog | a work, in progress

 

Il corpo diviso.

Il corpo decapitato.

Il corpo radiografato.

 

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