Snodi, incroci, evaporamenti, dèrive.

25/01/25 Tutti i nomi.
Sul respiro come voce.

03/04/25 Frequenze/sequenze.
Sul respiro come soffio.

22/5/25 Snodi.
Sul respiro come misura.

Corpo, forbici, filo.
Telecamera, schermo.
Un respiro ad ogni filo misurato.
Performance, 2025.

 

Per tutti gli scatti della performance, clicca qui.

 

Roccioletti

 

Ogni respiro negozia spazio all’esistenza. Per le boccate d’ossigeno, morsi che diamo all’invisibile di cui siamo affamate affamati; e per i centimetri – dai 3 ai 10 – che la gabbia toracica prende e restituisce al mondo, ad ogni espansione e contrazione. Respiro come metronomo, sulla partitura di pensieri e azioni. Respiro come onde, che si protendono e si ritraggono, lente oppure veloci: a volte regolari, a regalare ordinato il tempo; a volte irregolari, clandestine nel mare tempestoso di angosce, emozioni, paure, piaceri. Dopo il taglio del cordone ombelicale, il respiro: diventa filo che ci lega all’esistere, e il soffocamento si radica come la paura più profonda. Primo degli atti automatici, presente nella dimenticanza di sé; e tuttavia punto di contatto con la volontà: quando decidiamo di trattenere il respiro; prendere fiato prima di rivelare un segreto; riempire d’aria una bolla di sapone; soffiare sulla candela da spegnere; inspirare profondamente il profumo di luogo, cosa o persona amata. Te lo ricordi, quando abbracciate abbracciati strettamente sentivamo in sincrono fuori sincrono i nostri petti, nel tempo ad altalena degli spazi presi e restituiti?

 

Roccioletti

Roccioletti

 

Per tutti gli scatti della performance, clicca qui.

 

 

——-

 

C’è un albero nato prima della foresta
i suoi anni impossibile contarli,
le radici intrecciate con valli e colline,
le foglie screziate dal vento e dal cielo,
ridono a guardarlo così rinsecchito
non capiscono la sua bellezza interiore
quando la corteccia è tutta caduta,
rimane solo quello che è vero e reale.

– Han Shan, Montagna fredda.
Eremita cinese, datazione incerta
VI – IX secolo dc.

 

——

 

Incroci, attraversamenti, ibridazioni.

In nova mutatas formas corpora.
Dal proemio delle Metamorfosi di Ovidio.

#postfotografia #postphotography
#corpo #body #identità #identity

Per tutti gli scatti, clicca qui.

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

Per tutti gli scatti, clicca qui.

 

——-

 

Evaporamenti, con densazioni.
Corpo, fumogeni.
Work in progress, 2025.
Rossella Ferrero ph.

 

le buone ragioni evaporate nelle neiges d’antan
i palpiti abissali emersi girasoli allo sguardo
resterà gesto il suono di parola in quella lingua
intraducibile che sempre ricordiamo sempre perdiamo

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

 

——-

 

Camminare é uno spazio di enunciazione.
– Michel de Certeau

 

Dérive.
Lacerti somaturbani.
Oltrepassazioni tra valicamenti.
Corpo attraverso spazi urbani, tempo.
Performance, 2025.

Per tutti gli scatti, clicca qui.

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

Roccioletti

Roccioletti

Roccioletti

 

Per tutti gli scatti, clicca qui.

 

Note.

1857. Nei Fleurs du mal, Charles Baudelaire elabora il concetto di flaneur, ponendo le basi per future riflessioni sui modi di vivere lo spazio urbano. Precedentemente questo termine indicava la persona vagabonda o nomade, per Baudelaire è sinonimo di conoscitore del tessuto urbano: un’esploratore che, abbandonandosi senza fretta e in solitudine alle strade intricate della città trasformata dalla produzione di massa, osserva lo spazio e sperimenta emozioni. 14 aprile 1912. I dadaisti si danno appuntamento di fronte alla chiesa di Saint Julien Le Pauvre per la prima di una serie di escursioni urbane non turistiche, e attuando la prima forma di ready-made urbano. L’intento è quello di perdersi all’interno della città come forma espressiva di anti-arte, come strumento estetico-politico attraverso il quale si può sovvertire il sistema capitalistico che caratterizza il dopo guerra. Maggio 1924. Prima deambulazione in aperta campagna, e passaggio dal dadaismo al surrealismo. 1958. Con la Prima Internazionale Situazionista, dalle passeggiate surrealiste nasce la deriva psicogeografica, basata sulla ridefinizione dello spazio urbano attraverso l’enfatizzazione del comportamento ludico-costruttivo basato su emozioni soggettive e sulla decontrazione degli spazi, per azzerare il contesto urbano e riderfinirlo sulle correlazioni degli individui tra psiche e ambiente. Scrive Guy Debord: “Deriva: modo di comportamento sperimentale legato alle condizioni della società urbana: tecnica di passaggio frettoloso attraverso vari ambienti. si dice anche, più in particolare, per disegnare la durata di un esercizio continuo di questa esperienza.

 

——-

 

Eye contact.
Corpo come sconfine.
Sovrapposizioni, postfotografia.
Performance, 2025.

 

Roccioletti

Roccioletti Roccioletti Roccioletti Roccioletti Roccioletti Roccioletti

 

“Donna Haraway ripensa il soggetto partendo dalle sue radici corporee; il corpo non rappresenta più un dato biologico, ma un campo di iscrizioni di codici socio-culturali, laddove esso rappresenta una superficie d’incrocio di molteplici e mutevoli codici d’informazione, dal codice genetico fino a quelli dell’informatica. Il cyborg evidenzia in maniera netta alcune tendenze fondamentali verso cui il corpo volge: la fine delle differenze costruite tra il sé e il mondo esterno; la fine del contrasto ideologico tra natura e cultura; la fine della distinzione tra uomo e macchina; la fine della differenza funzionale tra fisico e non fisico. Il corpo diventa un agente, non una risorsa. Infatti i corpi, in quanto oggetti di conoscenza, sono nodi generativi material-semiotici; i loro confini si materializzano nell’interazione sociale. I linguaggi che si parlano sul corpo non sono altro che interfacce per il mondo esterno; il corpo diventa sempre di più il mezzo attraverso cui si comunica, lo si significa. I corpi, pertanto, nelle loro differenze e nei loro confini sono costruiti discorsivamente, nella relazione contestuale, culturale e sociale.

– Maria Luisa Martino, Raffaele De Luca Picione, Maria Francesca Freda Maria. “La ferita del confine: la condizione di liminalità del corpo e della psiche.”

 

——-

 

 

 

 

——-

Rispondi