roccioletti - me we

Un messaggio importante.

Questo messaggio è per annunciare a quanti seguono la mia attività artistica su questo sito (e ve ne sono grato più di quanto io riesca a dire) che da oggi la pubblicazione dei post è sospesa.

Nonostante quanto stava accadendo intorno e a tutti noi, ho continuato a pubblicare i miei lavori: questo dava una parvenza di normalità alla vita (a latere delle difficoltà, non potendo performare in pubblico oppure all’aperto, con installazioni e urban-art); offrendo magari un poco di svago a chi veniva a curiosare, nella migliore delle ipotesi un nuovo punto di vista sul mondo.

Resto dell’idea che l’arte (come la letteratura, il cinema, la musica…) sia un bene irrinunciabile, fondamentale per l’esistenza, e tutto il mio rispetto, la mia stima e il mio sostegno, vanno a chi continuerà a produrre cultura.

Ho deciso di dedicare parte del tempo necessario dell’arte (che proseguirò, ma in misura ridotta, e privata) ad altre priorità che hanno a che fare con l’attuale situazione che tutti stiamo vivendo. Credo sia un momento in cui, chi può, debba rinunciare a qualcosa a favore di qualcun altro.

Ci sono periodi storici che più di altri ci chiamano a guardarci intorno (dovremmo farlo sempre, in realtà, ma in un certo benessere è meno facile), ad accorgerci di chi è in difficoltà, nelle nostre case come nelle nostre comunità; e ci chiedono di prendere decisioni che, in accordo con le nostre possibilità, siano a favore degli altri.

Questo post potrebbe diventare lunghissimo, se iniziassi qui ad affrontare la questione di quanto sta avvenendo ora a causa dell’epidemia. Stiamo tutti cercando di capire, di avere la giusta percezione delle cose. Sicuramente, però, quando ne saremo usciti, tutto sarà pre- o post-, e faremo i conti con quanto abbiamo fatto nel mezzo di questi due estremi, per noi stessi e per gli altri.

Da sempre e anche ora sento forte in me la necessità di produrre arte, ma allo stesso tempo è altrettanto forte il richiamo ad indagare con cura quale sia, in questi giorni, il bene superiore. E’ una questione di priorità: c’è chi può farlo con una poesia, chi con un pensiero, chi con una parola buona, chi con la propria professionalità messa a disposizione degli altri, chi con l’empatia e la compassione, chi nella Croce Rossa, chi nella Protezione Civile, e via dicendo.

Quando tutto questo sarà finito, tornerò a tormentarvi con tre post al giorno, raccontandovi tutte quelle opere che nel frattempo ho pensato, progettato, magari realizzato e messo nel cassetto. Restiamo in contatto, amici. Un abbraccio.

 

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Bonus track

Per chi ha a cuore questioni
teoretiche e filosofiche
legate alle arti.

 

In questi giorni, con amici e colleghi, stiamo discutendo più che mai del ruolo della cultura, e nello specifico delle nostre rispettive arti, e quale sia la sua funzione, e se mai debba o possa averla, una funzione “sociale”; oppure se sia essa stessa un bene così elevato che basti presentarla, e immediatamente ispiri e rimandi il pubblico a sentimenti e concetti più elevati, senza doverla piegare alle nostre didascaliche, fallaci e presuntuose rappresentazioni della realtà attuale (peraltro in corso, in continuo aggiornamento, ancora non sedimentata); e se ci sia il rischio che diventi intrattenimento o decorazione o fuga dalla realtà.

Da un lato abbiamo in mente la metafora dell’artigiano che, nonostante tutto, apre stoicamente bottega e prosegue nel suo lavoro certosino; e dall’altro, allo stesso tempo, pensiamo anche al senso di responsabilità di chi si ferma e si chiede: che cosa sta accadendo? Lo sto capendo davvero? Come sto usando questo tempo e quello che so? Alcuni di noi in questo momento riescono a proseguire nella loro attività artistica; altri sentono l’attrazione gravitazione fortissima da parte di quanto sta accadendo nel mondo, che piega la traiettoria del loro lavoro creativo verso un centro in continua ridefinizione, ancora oscuro, verso il quale molti stanno precipitando, con i loro destini personali; e se non di persona, di riflesso osservando le esistenze degli altri; e se sia un’orbita che si può controllare oppure no, nella vita come nell’arte, e in che misura.

Nessun artista, a meno che non voglia tradire l’ideale che lo muove (sia esso estetico, sociale, e quant’altro), può dire, oggi, di aver trovato una risposta definitiva a questi e a molti altri interrogativi. Ma ce la stiamo mettendo tutta.

 

roccioletti - me we

22 Comments

  1. Fai bene a fare così, se è ciò che senti in questo momento… e anche riguardo le altre cose che vuoi fare, a maggior ragione! Quindi ti aspettiamo 🙂
    Su di me la vivo nel modo diametralmente opposto, perché per essere presente anche quel poco per gli altri ho bisogno di avere sanità mentale, e l’arte è tra le pochissime cose che me la mantiene, quindi devo proseguire il più possibile… già ne parlavamo!
    Ma tu fai bene, perché è appunto un approccio totalmente soggettivo.

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  2. la prassi è fonte di molte e diverse soddisfazioni, ma ti auguro di mantenere uno sguardo sguercio con un occhio in alto. Le relazioni d’aiuto hanno il vizio di essere manipolate da chi le gestisce (e questo a tutti i livelli, soprattutto orgnizzativo). Vai e torna vincitore! 😉

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    1. Rifletto molto sulla distinzione tra teoria e prassi. E’ un modello funzionale all’idea di produttività, evoca subito l’idea del teoreta che non combina nulla nel mondo della materia. La realtà non funziona così, a compartimenti stagni. Si pensa anche con le mani, si fa molto con la testa, si elaborano nuove idee con i piedi, un mal di stomaco può essere l’innesco per una decisione tutta mentale. Per quanto riguarda il rischio di cui parli, a fronte del proporre flash-mob oppure ricondividere all’infinito immaginette spiritose in Rete, preferisco correre il rischio e provare a fare qualcosa. Anche perché, e ne sono abbastanza certo, non c’è nulla che non comporti un rischio, che sia ben visibile oppure nascosto, nelle sue conseguenze, oltre l’orizzonte degli eventi che possiamo prevedere, per gli altri e per noi.

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      1. Ho usato un termine fraintendibile, sostituisci “parssi” con “agire” e non leggere le mie parole in senso autoconsolatorio (non sono social e sono in rete da 2 mesi). Non sostengo che tu stia facendo qualcosa di sbagliato, ma che l’immersione sarà ricca di sensazioni, coinvolgimento ed è importante mantenere un punto esterno, fisso, utile a capire quando e come chi organizza (perché prima o poi ti dovrai interfacciare a una struttura) utilizzerà ciò che fai in modo strumentale. È l’unico rischio sul quale sento di doverti avvertire, da esperta in materia. Poi certo che sono con te, non mi preoccuperei altrimenti 😉

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    1. Ciao a te. Bene, grazie, e tu? Stavo pensando, tra le altre cose, per una faccenda che vorrò e dovrò fare, alla X. E’ l’incognita. E’ la variabile. Ma è anche il punto preciso sulla mappa dove i pirati hanno seppellito il tesoro. Ed è la firma degli analfabeti. Così, non diventerà mai un regalone, ma basta il pensiero.

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      1. Nel mio X ci sono tutti questi aspetti, segno sulla mappa incluso (modernizzato con tecnologie correnti) quindi per me sarà un regaloooone con l’aggravante del pensiero 😀

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      1. mooolto bello! 😀 Io bene, un momento florido, nonostante la clausura e gli elicotteri di pasquetta (anche se oggi siamo passati a più normali richiami con fischietti, spero che questo non preannunci l’arrivo di doppiette però 🙂 ).

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