Roccioletti

Compito di realtà.

Compito di realtà.
Nastro per macchina da scrivere,
corpo, codice morse.
Trascrizione della parola
“phonè”, dal greco antico “voce, suono.”
Selezione di immagini da video.
Performance, 2023.

Task of reality.
Tape for typewriter,
body, morse code.
Transcription of the word
“phonè”, from the ancient Greek “voice, sound.”
Selection of images from video.
Performance, 2023.

Tâche de réalité.
Ruban pour machine à écrire,
corps, code morse.
Transcription du mot
“phoné”, du grec ancien “voix, son.”
Sélection d’images à partir de vidéos.
Performance, 2023.

Con Vanessa Depetris.
Prossimamente, la versione di Enzo Bruno ph.

 

Roccioletti

 

“Una Phonè, voce, suono, rumore, che viene dall’assenza, dal vuoto, dalla mancanza di un dio, e, quindi, d’io. L’intensificazione viene dal lasciar sentire la perdita, l’assenza. Phonè è il regno dell’indicibile, del non comunicabile se non nell’ascolto della stessa Phonè.”

 

Roccioletti

 

“Operazione che si vuole greca, nel rifarsi alla necessità primigenia del teatro: l’amplificazione / falsificazione della voce tramite le maschere. Necessità per dar spazio e condizione alla sacra manìa dell’accogliere la Phonè. La Phonè annichilisce il rappresentabile, il riferibile. Ferire, ferirsi. Non riferirsi.”

 

Roccioletti

 

“Non più ruoli, dialettica, conflittualità. Esporre una soggettività che accoglie la Phonè, non recitare un’identità.”

 

Roccioletti

 

“Un leggere e un dire che è scordare, smemoria, non ricordo, depensamento, tecnica mistica d’assenza, che apre spazio e respiro fra il passato che non è stato e il futuro che non sarà. La poesia è anti-civile, rifiuta la storia.”

 

Roccioletti

 

Testi di Giacomo Maria Prati,
“Metafisica della Phonè”,
Meer Magazine, 4 marzo 2018.

 

 

Suono dei tasti della macchina da scrivere
digitando la parola “phonè”.

Il ritmo brevi / lunghe è in codice morse
.–. …. — -. .-..-
e tradotto significa “phonè”

 

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In corso d’opera.
Mano, carta.
Installazione fintantoché sostenuta, 2023.

In progress.
Hand, paper.
Installation while supported, 2023.

En cours de réalisation.
Main, papier.
Installation tant qu’elle est soutenue, 2023.

 

 

Roccioletti

 

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“…nasce il fraintendimento del mito di Narciso, questi imbecilli di Narciso non hanno nemmeno letto le fonti: Narciso è sempre un suicida, Narciso cerca il proprio suicidio e l’ottiene, ma non è il pavone Narciso, è il contrario, Narciso ammazza l’immagine, nell’immagine c’è la morte, nella fine dell’immagine, nella perdita dell’immagine, nello specchio del lago c’è la morte, quindi calza a pennello l’aneddoto wildiano con il laghetto che dice: no, io non ne so niente di Narciso, veramente ero io che mi specchiavo in lui. Quindi il suo negativo etc etc. Il teatro totale è esattamente il contrario di quello che si intende per teatro totale.”

Carmelo Bene e Franco Quadri, “Il teatro degli anni settanta, tradizione e ricerca”, Einaudi 1982. Da una conversazione registrata a Roma il 7 giugno 1979, trascritta da Massimo Lastrucci e Oliviero Ponte di Pino.

 

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‘Negato
Collettivo Neurodivergenti Peripatetici
Una performance su #corpi #migrazioni #confini

 

 

NP / ‘Negato su Instagram

NP / ‘Negato su Gofundme

NP / ‘Negato su Linktr.ee

 

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Qui il tempo diventa spazio.
Gurnemanz nel primo atto
del “Parsifal” di Richard Wagner, 1882.

Stampe fotografiche,
buste di plastica, puntine, muro.
Wincent Raca, installazione, 2023.

 

Roccioletti

 

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Συμμετρία.

 

Tutti i frames simmetrici
in “Il seme della follia”
(In the Mouth of Madness)
di John Carpenter, 1994.
Performance digitale, 2023.

All the symmetrical frames
in “In the Mouth of Madness”
by John Carpenter, 1994.
Digital performance, 2023.

Tous les cadres symétriques
dans “La Graine de la Folie”
par John Carpenter, 1994.
Performance numérique, 2023.

 

Clicca qui per tutti i frames
(spoiler alert)

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

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corpi.blog
a work, in progress

#corpo #spazio #movimento #danza

 

Il corpo cittadino.
“Secondo Jan Pieper, il mito del labirinto nasce dai sentimenti di paura e fascino che il nuovo modello cittadino minoico indusse nelle popolazioni indo-germaniche, prevalentemente nomadi o rurali: un luogo dove il concetto di centralità e periferia, orientamento e disorientamento erano completamente diversi da quelli esperiti prima di allora. Dalla caverna ai primi aggregati abitativi, ritagliati e assediati da ambienti vasti e naturali, la città è un salto prospettico notevole, per i corpi, il loro stare, la loro possibilità di movimento, la concezione di essi stessi in relazione con gli altri, oppure con il potere e la burocrazia. [prosegue…]

 

Il corpo diviso.
476 d.C. – 29 maggio 1453.
“I disegni di Onfim (sotto), bambino russo di 6 o 7 anni vissuto a Novgorod. Come altri suoi coetanei medievali in età scolare usava la corteccia di betulla per i compiti a casa, i suoi messaggi personali, la lista della spesa e perfino i litigi con la sua insegnante. Tra le note a corredo dei suoi disegni, troviamo “Saluti da Onfim a Danila” e “Questo è il mio papà, lui è un guerriero. Quando sarò grande voglio essere un guerriero come lui. [prosegue…]

Roccioletti

 

Il corpo macabro.
“Uno dei temi iconografici del medioevo è quello della danza tra esseri umani e scheletri: i vivi abbigliati in modo da rappresentare le varie classi sociali, dai contadini ai sovrani fino al papa, e i morti, gli scheletri, simbolo dell’aldilà. A differenza di altre rappresentazioni, come quella del diluvio universale, la Danza Macabra ha una visione più individualistica, laica, anzi dissacrante e a volte ironica della morte. Secondo alcuni fu la peste nera del 1348, che uccise almeno un terzo della popolazione del continente europeo, a ispirare questo tipo di raffigurazione in Italia, Francia, Germania, Croazia, Polonia, Svizzera, Estonia e Slovenia. Tuttavia, pare che non si trattasse solo di un’allegoria, ma che la Danza Macabra derivi dalla “danza dei maccabei”, la chorea machabaeorum, e da qui poi la danse machabrè, citata per la prima volta da Jean Le Fèvre nel poema “Respit de la Mort”, nel 1376. [prosegue…]

Roccioletti
Danza Macabra. Dettaglio dell’affresco dipinto da Giacomo Borlone de Buschis tra il 1484 e il 1485. Oratorio dei Disciplini di Clusone, Bergamo.

 

Il corpo coreografico.
Grecia, secondo millennio a.C.
“Secondo William Forsythe, la coreografia è inscindibile dal corpo umano in azione. L’idea coreografica si materializza, storicamente, in una sequenza di azioni organiche; l’attuazione dell’idea non può essere ripetuta nella totalità delle sue dimensioni con altri mezzi. Tanto struggente quanto effimero, l’atto: la sua natura transitoria non permette esami prolungati né la possibilità di letture oggettive, come invece il linguaggio consente per le scienze oppure per altri rami delle arti, che lasciano artefatti sincronici per ispezioni dettagliate. [prosegue…]

Roccioletti
Tomba delle Danzatrici, Ruvo di Puglia, V secolo a.C.

 

Il corpo crocicchio.
Mesopotamia, 2900 – 2700 a.C.
“Esempio di uplift, cioè di intervento per accelerare l’evoluzione di una specie (trattato precedentemente qui) è “Stargate” di Roland Emmerich: la divinità egizia Ra è un membro di una razza aliena in via di estinzione, alla ricerca dell’immortalità. Scoperti gli esseri umani, decide di abitarne i corpi, perché con la tecnologia in suo possesso può ripararli facilmente e prolungarne l’esistenza. Nel primo poema epico della storia dell’umanità, il monarca Gilgames parte alla ricerca dell’immortalità, sconvolto dalla morte dell’amico Enkidu. Trova la pianta che restituisce la giovinezza, ma sulla strada del ritorno un serpente gliela ruba. Gilgames torna alla città di Uruk a mani vuote, persuaso che l’immortalità sia condizione esclusiva degli dei. [prosegue…]”

 

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