Il luogo è costantemente agito, il suo significato è costituito da persone che fanno cose: sé e luogo sono reciprocamente costitutivi, non c’è luogo senza sé, né può esserci sé senza luogo.” – Farah Polato, “Corpi d’altrove. Sollecitazioni audiovisive”. 2021.

Ellissimmagini temporali.

Auto-storicizzazione analogica. Macchine fotografiche ≅ scatole nere ≅ istanti come gatti di Schrödinger, finché non apri la scatola… Performance collettiva, 2025 – 2030.

Vengono consegnate macchine fotografiche analogiche alle persone partecipanti, che hanno una settimana di tempo per scattare fotografie; poi restituiranno le fotocamere, le pellicole verranno sviluppate e stampate, le fotografie conservate e mostrate solo tra cinque anni, nel 2030.

Questa performance intende

  1. Decostruire punto per punto le modalità attuali di approccio alla cattura dell’immagine: immediata, con la possibilità di scattare nuovamente se non soddisfatte soddisfatti, ritagliare, mettere in risalto – in una parola: manipolare, e condividere all’instante le fotografie.
  2. Con la macchina fotografica analogica / black box, il dispositivo smette di essere disponibile, si impone impenetrabile e definitivo, nel suo non definire, istantaneamente, gli istanti fotografati.
  3. Sollecitare nelle persone partecipanti riflessioni, rispetto: alla qualità (quale) e alla quantità di informazione visiva che sceglieranno; alla dilatazione temporale nel ritrovarla, dopo anni; alle diverse velocità di scorrimento del tempo; all’impossibilità di valutare (soppesare, giudicare) il risultato delle loro scelte, e quindi: a sabotare le logiche di azione -> ottenimento.

Scatola nera / black box: dispositivo elettronico di registrazione dei dati installati in un aeromobile oppure su una imbarcazione, con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente.


Work in progress.
[senzatitolo]
Stampante, 18.500 nomi di bambine e bambini uccisi
durante il genocidio nella Striscia di Gaza.
Tempo, carta. Installazione e performance, 2025.



Il corpo-luogo non ha né dentro né fuori, così come non ha parti né totalità, né funzioni né finalità. Una pelle variamente piegata, ripiegata, spiegata, moltiplicata.” – Jean-Luc Nancy, “Corpus” (1992).

Da “Due pesi due misure“, performance, 2025.


Da “Passi ad-atti“, performance, 2025.

Il corpo attuale – cioè quello osservato dal pubblico – non è altro che il risultato consapevole di una configurazione inedita delle sue parti, in cui ogni concatenamene motorio può essere smontato e rimontato come un puzzle. Le sue forme sono così riconducibili a un organismo in divenire: divenire, tuttavia, non è un semplice cambiamento di stato o di consistenza. Il divenire di cui parliamo si situa piuttosto nella radicolite di un pensiero inverso – a suo modo contro-intuitivo – in cui non c’è trasformazione (vera o presunta che sia) in cui si cessa la propria forma per acquisirne un’altra, bensì la qualità si profila dalla relazione tra due entità apparentemente distanti che, per così dire, allentano i propri confini, estendono a ciò che si diviene il proprio perimetro. Si ha dunque divenire dove c’è relazione.” – Enrico Pitozzi, “Decostruire l’immagine del corpo: figure della contemporaneità”, 2021.


Origine del mondo 3.0

Corpo, webcam, schermi, flusso di dati video, proiettore, riproduzione del dipinto di Gustave Courbet (1866). Installazione + performance, 2025.

L’intervenzione è stata proposta nell’ambito del Festival Incanti – Sex & Puppet, 32ma edizione dedicata al corpo, all’identità e alla parità di genere, alla sessualità, ai sensi e ai consensi. La vagina della performer, da oggetto predato colonizzato dallo sguardo altrui, attraverso una webcam diventa soggetto osservante e consente alla performer un nuovo punto di cybervista. ll flusso di dati video è inviato agli schermi, così che il pubblico che osserva si veda osservare, e ad un proiettore collocato in una sala adiacente; infine – con riferimento alle cronogalere lavorative del capitalismo vettoriale e dei corpi – ad una call nella quale sono presenti la performer, il dipinto di Gustave Courbet e chiunque abbia il link per partecipare.

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“La performance, nata come momento espansivo dell’arte e, più precisamente, come espansione fisica del soggetto artistico, o meglio ancora come emanazione esterna diretta del suo io profondo, abissale e imperscrutabile, sia presenta oggi piuttosto come una dilatazione epidermica della sua pelle superficiale: una pelle non più naturale, bensì del tutto artificiale. Una pelle fatta di immagini fotografiche, filmiche, televisive.”

– Francesca Alinovi, “La performance vestita”, 2019.


Prossimamente:
All I saw was me.
And it was at that precise moment that I closed my eyes.

One-Off Moving Image Festival 2025 / Mirror me.
1sec movies and 60sec movies.
November 2025 @ Valencia (ES), Gol (NO) and Copenaghen (DK).



Prossimi appuntamenti


Percorsi di lettura.

#artecontemporanea #culturavisiva
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