Roccioletti cover

Segni e segnali.

Segni e segnali.
Dalle 9.00 alle 11.00
Un elastico ogni notifica
ricevuta sul cellulare.
Performance, 2022.

Signs and signals.
From 9.00 to 11.00
One rubber band
for each notification
received on my mobile.
Performance, 2022.

Testi di Judy Wajcman
sociologa della London School of Economics,
dall’intervista di A.Mantovani e M.Farina, 2020.

 

Roccioletti

 

“Se noi non vivessimo in una società che attribuisce tanto valore alla velocità, al fatto di essere sempre impegnati, di avere sempre qualcosa da fare, forse non pretenderemmo dalla tecnologia un’accelerazione costante. Basti pensare a tutte le applicazioni che promettono di ridurre i tempi di qualsiasi mansione abbiamo da svolgere, rendendoci multitasking. Oppure, pensiamo alle presentazioni e alle release fatte ogni autunno da aziende come Google nelle quali vengono presentate le ultime novità in fatto di tecnologia: ciò che mi colpisce è che, ogni volta che esce un nuovo prodotto, il tema principale è sempre quello del risparmio di tempo.”

 

Roccioletti

 

“Ogni qualvolta mi trovo a fare delle interviste per delle ricerche le persone rispondono sempre di avere poco tempo e troppe cose da fare. La colpa di ciò viene poi comunemente imputata alle tecnologie che, però, sono a loro volta individuate anche come soluzioni a questo problema. L’idea è infatti quella di avvalersi di tecnologie ancora più sofisticate per economizzare il tempo che quelle attuali non ci permettono di risparmiare, cercando l’automazione dei processi ad ogni costo. Tuttavia, il problema che non si pone è l’utilizzo di questo tempo accumulato, verso cosa indirizzarlo e come sfruttarlo. Le soluzioni attuali apportate dalla tecnologia non restituiscono l’evidenza del fatto che il tempo è una dimensione plurivoca di percezioni ed esperienze.”

 

Roccioletti

 

“Quando sono stata nella Silicon Valley, una cosa che mi ha sorpreso è stata scoprire che i migliori psicologi del mondo vengono ingaggiati dalle aziende per capire come manipolarci, per fare in modo che le persone restino sempre online e guardino, per così dire, tutto quello che viene loro propinato. Quindi non si tratta di una nostra debolezza in qualità di esseri umani, piuttosto c’è un’effettiva intenzionalità del design in gioco in questo senso, proprio perché l’obiettivo delle aziende è quello di fare denaro: più traffico le tecnologie sono in grado di creare, più profitti si generano. […] Un anno fa è stato condotto un esperimento su un popolare social network per cercare di capire fino a che punto si riescano a condizionare le emozioni di qualcuno che è online tramite l’invio di determinati contenuti, feed e così via: gli esiti dell’esperimento hanno confermato che gli utenti possono essere assolutamente manipolati. Dopo la pubblicazione dei risultati si è gridato allo scandalo, ma di fatto a livello pratico non sono seguiti provvedimenti significativi: questo per sottolineare quanto è importante l’etica del design.”

 

Roccioletti

 

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6 Comments

      1. credo che la quantità sia dovuta alla capacità individuale di sopportare….io ne sopporto poca..perchè poi devo oltre che immagazzinarla, farla mia e rielaborarla..poi nella vita ci sono tante altre cose che una persona deve fare o vuole fare…..grazie Andrea e buona giornata!

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  1. Nel mio caso, certe giornate, i segni sulle mani sarebbero (volutamente) assenti. Ci si può anche disintossicare dalle notifiche di Instafacetwitwhats… (o praticamente non usarli, come il sottoscritto). 😉 Fondiamo gli Infobesi Anonimi. ^_^

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