Profilami, bigdatami, defraggami.
Trattamento dei dati personali.
#sorveglianza #trasparenza #esibizionismi
Performance, 2024.
Personal data processing.
#monitoring #transparency #exhibitionism
Performance, 2024.
Traitement des données personnelles.
#surveillance #transparence #exhibitionnisme
Performance, 2024.
Vincenzo “Enzo” Bruno ph.
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“La nostra vita quotidiana, così come quella artistica, contiene automatismi che, in quanto tali, tendono a sparire dalla nostra percezione. Ci appaiono chiari solo quando un evento straordinario li attiva (ad esempio, cadere dal motorino). Ma sono energie vive nella memoria e condizionano i nostri comportamenti. Avere cura di sé, per un artista, vuol dire anche conoscere i meccanismi di formazione degli automatismi e, ove necessario, modificare i propri comportamenti per indirizzare le proprie attività verso le migliori condizioni in cui poter creare. […] Se esiste una drammaturgia di tutte le azioni compiute e delle reazioni che esse producono, a maggior ragione ne esiste un’altra, sempre immanente e parallela, di tutte le azioni, di tutti gli atti che non saranno mai compiuti. Questi atti non nati sono comunque vivi, e influiscono sull’andamento dell’azione, così come nella vita ognuna delle nostre omissioni e dei nostri silenzi producono conseguenze. Quelle omissioni si depositano nel respiro e nello spazio, deviando il senso complessivo delle nostre future scelte e dei nostri futuri atti. […] Qualsiasi performer deve tenere nella massima considerazione non solo le azioni che compie, ma anche la scia di tutte quelle che non ha compiuto, che renderanno il suo respiro più greve o più sottile e il suo corpo più contratto o più dinamico. Si potrebbe arrivare a dire che gli spettatori rimangono fedeli alla sequenza di ciò che accade al personaggio, alle sue esperienze, non se si trovano di fronte alla rappresentazione delle azioni compiute, ma se riescono a riflettersi nel dubbio del personaggio, che si rinnova a ogni piè sospinto, sul se compiere o meno la prossima azione; se dire o meno la prossima battuta.”
This chair is a horse. Benedetto Sicca, Scritture della performance, 2014. Il resto dell’articolo qui.
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Rizomi ∩ intersezioni.
roccioletti.com
#corpi ∩ #privacy
Sé stessi (voce del verbo stare).
Agli utenti di una videochat casuale, invece che la cam altrui,
è stata mostrata la propria. Performance digitale, 2020.
Clicca qui per tutti gli scatti.
corpi.blog
a work, in progress
#corpo ∩ #privacy
Il corpo persona e il corpo creatura. Ogni labirinto (che sia dedalo di grotte naturali, cunicoli di catacombe o vie di una città) è sempre risolto, di per sé: nella sua struttura contiene già la sua soluzione. E’ la presenza di uno o più corpi al suo interno che attiva il labirinto, lo rende tale… Prosequi la lettura.
Il corpo volto. A volerne trovare le ragioni, innumerevoli, ci si perde. Consce o inconsce, magiche o scientifiche. Per sconfinare il limite dell’esistenza biologica e restare nel tempo, oppure per raccontare un istante. Farsi vedere, ma prima ancora vedersi: nell’acqua delle pozzanghere dopo un diluvio, nel paleolitico, in pietre appositamente levigate, ritrovate in Anatolia (6.000 a.C.), nei primi specchi egizi di rame o bronzo (2.500 a.C.), in una diapositiva, in una fotografia conservata in un album di famiglia, sullo schermo di un cellulare. I primi specchi a figura intera erano costosissimi, e solo le persone più abbienti se li potevano permettere. E ancora: la vetrinizzazione sociale, che separa chi compra da chi vende, epperò quante volte ci è capitato di vederci riflesse in quella vetrina, sovrapposta la nostra immagine all’oggetto in vendita… Prosequi qui la lettura.
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“Il primo nascondiglio della poesia sono le parole chiamate poetiche, le immagini che tutti hanno già usato e sono diventate inoffensive, quelle che hanno smesso di ferire. Dire membra anziché gambe non ci farà correre più forte, anzi sarà come fermare la vita in una statua. Il desiderio grida un po’ meno, diventa tiepido se lo chiami desio. Si scelgono le parole argentate per mettere una distanza di secoli tra noi e le cose che possono ferire, per non sentire sulla pelle le parole che ci possono toccare.” – Isabella Leardini
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Meanwhile…
Workshop:
il corpo nel labirinto
il labirinto nel corpo
Clicca qui per tutte le info
Mostra:
Gulliver si chiamava Pautasso
fino al 3 maggio, lun-gio 17:00 > 19:00
@Spaziobianco, via Saluzzo 23bis
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Workshop:
Comunità improvvisata
Sperimentando corpi a tempo
4, 11, 18, 25 maggio 16:00 > 19:00
Collettivo Neurodivergenti Peripatetici
@Picchio Rosso, Garbagnate Milanese
Clicca qui per il profilo IG
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#privacy ∩ #artecontemporanea
Trevor Paglen: noto per il suo lavoro sulla sorveglianza e la privacy, Paglen realizza fotografie e installazioni che esplorano il concetto di “invisibilità” nel contesto della sorveglianza governativa e della raccolta di dati.
Laura Poitras: Regista e giornalista, Poitras è famosa per il suo documentario “Citizenfour”, che segue Edward Snowden mentre rivela informazioni sulla sorveglianza di massa da parte della NSA.
Jill Magid: Artista multidisciplinare, Magid ha realizzato opere che esplorano la relazione tra individuo e sorveglianza, spesso utilizzando l’arte come strumento per esporre le pratiche di controllo.
Ai Weiwei: Celebre artista cinese, Ai Weiwei ha affrontato il tema della privacy attraverso opere che denunciano la censura e la sorveglianza statale nel contesto della società contemporanea cinese.
Julian Assange: Fondatore di WikiLeaks, Assange ha attirato l’attenzione globale per la sua lotta per la trasparenza e la privacy attraverso la pubblicazione di documenti riservati di governo e di altre organizzazioni.
Edward Snowden: L’ex appaltatore della NSA che ha rivelato i programmi di sorveglianza di massa, Snowden ha ispirato opere d’arte che esplorano le implicazioni della sorveglianza governativa sulla privacy individuale.
Hito Steyerl: Artista e teorica dei media, Steyerl ha creato opere che esplorano il tema della sorveglianza digitale e della manipolazione dell’informazione nell’era digitale.
Zach Blas: Artista e teorico, Blas ha lavorato su progetti che esplorano le politiche di identità, la sorveglianza e il controllo tecnologico, spesso attraverso l’uso di performance e installazioni multimediali.
James Bridle: Conosciuto per il suo lavoro sull’architettura e la tecnologia, Bridle ha creato opere che mettono in discussione il modo in cui la tecnologia influisce sulla nostra percezione della privacy e dello spazio pubblico.
Nate Hill: Artista performativo, Hill ha realizzato opere che esplorano la sorveglianza e la privacy, spesso attraverso esperimenti sociali che mettono in luce le vulnerabilità della nostra vita digitale.
Harun Farocki: Regista e artista multimediale, Farocki ha esplorato il tema della sorveglianza e del controllo tecnologico attraverso film e installazioni che analizzano le implicazioni della tecnologia sulla società contemporanea.
The Yes Men: Gruppo di attivisti artistici che realizza performance e azioni pubbliche per esporre le pratiche aziendali e politiche che minacciano la privacy e la libertà individuali.
Sophie Calle: Artista concettuale, Calle ha realizzato opere che coinvolgono il pubblico nella riflessione sulla privacy e sull’intimità, spesso attraverso narrazioni autobiografiche e interazioni personali.
Jacob Appelbaum: Hacker e attivista per la privacy digitale, Appelbaum ha realizzato opere che esplorano le implicazioni della sorveglianza digitale sulla privacy e sulla libertà individuali.
Cory Doctorow: Scrittore e attivista per i diritti digitali, Doctorow ha affrontato il tema della privacy attraverso opere di fantascienza che esplorano le conseguenze sociali e politiche della sorveglianza di massa.
Jenny Holzer: Artista concettuale famosa per le sue installazioni di testi luminosi, Holzer ha esplorato il tema della privacy attraverso opere che mettono in discussione il controllo del potere e la manipolazione dell’informazione.
Julian Oliver: Artista e hacker, Oliver ha realizzato opere che esplorano la relazione tra tecnologia e privacy, spesso attraverso l’uso di software e installazioni interattive.
Edward Burtynsky: Fotografo noto per i suoi scatti su larga scala delle conseguenze ambientali dell’attività umana, Burtynsky ha affrontato anche il tema della sorveglianza e del controllo sociale attraverso le sue opere.
Dries Depoorter: Artista digitale, Depoorter ha realizzato opere che esplorano la privacy online e la manipolazione dei dati attraverso progetti interattivi e installazioni multimediali.
Addie Wagenknecht: Artista tecnologica e attivista per i diritti digitali, Wagenknecht ha lavorato su opere che esplorano la vulnerabilità della privacy nell’era digitale, spesso attraverso l’uso di tecnologie emergenti e performance interattive.
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Suggerimenti di lettura.
“Il tempo e i corpi sono porosi e imprevedibili.”
M.Mortimer, Mappe dei nostri corpi spettacolari,
ilSaggiatore.
“Che relazione intercorre fra un artista di corte del ’500 e un Data Protection Officer del XXI secolo? Può un pittore non essere umano ma solo artificiale, e una natura morta essere fatta – anziché di fiori, selvaggina o bottiglie – di hardware, software e documenti obsoleti?”
L.Bolognini, L’arte della privacy.
Metafore sulla (non) conformità alle regole
nell’era data-driven. Rubbettino.
A.Manguel, Il rovescio dell’arazzo.
Note sull’arte della traduzione.
Sellerio.
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