Roccioletti - cover

Buonsenso.

Buonsenso.
Foglio di carta, equilibrio.
Performance, 2021.

Common sense.
Sheet of paper, balance.
Performance, 2021.

 

Roccioletti - buonsenso 0

 

Far stare in equilibrio il foglio di carta.
2 ore di tentativi.
Selezione di immagini da video.

Balancing the sheet of paper.
2 hours of trying.
Selection of images from video.

 

Roccioletti - buonsenso 1

Roccioletti - buonsenso 2

Roccioletti - buonsenso 3

Roccioletti - buonsenso 4

 

“I feticisti dell’accumulo dei dati, della statistica, sono sempre sorpresi dal fluire della realtà che è continuamente in divenire, da cogliere all’interno di una dialettica aperta. Se si omette la prospettiva, l’orizzonte, la realtà appare morta, cadaverica. Laddove invece l’orizzonte rimane visibile, la realtà si rivela per ciò che è nel concreto. Una rete di sentieri, di processi dialettici che hanno luogo in un mondo incompleto, in un mondo che sarebbe immodificabile senza le immense possibilità reali che il futuro contiene. […] L‘incessante movimento del mondo è, fin dai tempi di Aristotele, una entelechia incompleta, una ricerca che l’uomo non può che rinnovare eternamente.”

A.Detheridge, “Scultori della speranza –
l’arte nel contesto della globalizzazione”, 2012.

 

Roccioletti - buonsenso 5

Roccioletti - buonsenso 6

Roccioletti - buonsenso 7

Roccioletti - buonsenso 8

Roccioletti - buonsenso 9

 

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“Noi stiamo davanti alle immagini come davanti a strane cose che si aprono e si chiudono alternativamente ai nostri sensi – che si intenda con questo termine un fatto di sensazione o di significato, il risultato di un atto sensibile o quello di una facoltà intellegibile. Qui abbiamo creduto di avere a che fare con un’immagine familiare, ma ecco che a un tratto essa si richiude davanti a noi e diventa l’inaccessibile per eccellenza. Là – altra versione di questa stessa inquietante stranezza -, abbiamo sperimentato l’immagine come un ostacolo insormontabile, un’opacità senza fondo, quando all’improvviso essa si apre davanti a noi e sembra volerci inghiottire violentemente dentro di sé. Le immagini ci abbracciano: si aprono a noi e si richiudono su di noi nella misura in cui suscitano in noi qualcosa che potremmo chiamare un’ esperienza interiore.”

G.Didi-Huberman, “L’immagine aperta,
motivi dell’incarnazione nelle arti visive”, 2007.

 

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