Roccioletti - cover

Gesto e azione.

Gesto e azione.
Corpo, sedia, muro.
Selezione di immagini da video.
Performance, 2021.

Gesture and action.
Body, chair, wall.
Selection of images from video.
Performance, 2021.

 

Testi da: “Teoria del gesto”
di Emanuele Dattilo.

 

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“Il gesto è una categoria che va in qualche modo strappata all’estetica e restituita all’etica, mostrando in questo modo l’estrema vicinanza tra questi due ambiti. Il gesto si lega inevitabilmente alla questione del carattere, e mostra una risoluzione di questo problema. Dove l’azione definisce sempre un soggetto, un destino, il cui carattere è del tutto privo di importanza, il gesto mira invece alla mostra e con ciò alla liquidazione del carattere. Dove la tragedia, dunque, rappresenta lo svolgersi delle azioni da parte di un destino, la commedia rappresenta l’esposizione di un carattere attraverso alcuni gesti.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“In quanto non sono identificabili esattamente con il carattere né con la natura umana, gli atti che l’uomo compie possono essere imitati, ripetuti, possono essere svolti e intrecciati, sono aperti a uno spazio che è visibile e condivisibile, che permette una qualche immedesimazione anche tra uomini diversi. La tragedia mostra il nesso colpevole tra un soggetto e alcune azioni, il modo in cui il soggetto tragico diventa ciò che è, felice o infelice. Ora, a me sembra che il gesto possa essere contrapposto del tutto a questo paradigma aristotelico, in quanto mostra attraverso il carattere il modo in cui si diventa ciò che non si è. Il gesto ha un carattere etico proprio perché rende conto del carattere, che lo esponga comicamente o che lo liquidi.”

 

Roccioletti

 

Roccioletti

 

“Il linguaggio è il deposito delle somiglianze immateriali, di quelle somiglianze che non possiamo scorgere e che non possiamo riprodurre semplicemente attraverso il nostro corpo. Il limite del nostro corpo e del nostro movimento rappresenta in qualche modo l’inizio della facoltà mimetica propria del linguaggio. Ciò non significa che il linguaggio comincia là dove il gesto finisce, che ne costituisca un superamento, ma al contrario, che il linguaggio raccoglie quei gesti che non siamo capaci di imitare con le mani e con le espressioni, tutto ciò che non siamo ancora capaci di danzare.“

 

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